Tassisti e liberalizzazione. Dopo il caso bolognese, aspettiamo il morto?
C’è un tassista a Bologna che ogni giorno pubblica i propri incassi su X/Twitter.
Cosa non molto gradita ai suoi colleghi che tempo fa gli avevano tagliato le gomme dell’auto. Ma, siccome la cosa continua, oggi è stato sospeso dalla cooperativa presso cui lavora (1).
Per capire, la categoria tassisti, secondo alcuni dati mai smentiti e ufficiali, sembra che guadagnino, quando va bene, 20mila euro l’anno (2)… e il nostro bolognese sembra proprio che rompa le uova nel paniere. Di una categoria che impedisce la liberalizzazione delle licenze e che tiene i costi del proprio servizio molto alti… insomma storie delle quali sono anni che si parla e che al massimo hanno portato a qualche licenza in più e al raddoppio del tempo di lavoro per quelle già in uso.
Con questa sospensione ci azzardiamo a pensare che i tassisti problematici non sembra che siano una minoranza, ma, almeno a Bologna, una maggioranza che controlla le strutture e decide di conseguenza.
C’è ancora qualche dubbio che se in merito non si interviene con la liberalizzazione, la situazione non potrà che ulteriormente degenerare, magari scappandoci anche un morto?
1 – https://www.aduc.it/notizia/tassista+sospeso+perche+trasparente+negli+incassi_139950.php
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
Comunicato stampa dell’Aduc
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