EDUCARE AL LAVORO PER ESSERE LIBERE
Nell'intervista a "Il Messaggero" in occasione della giornata contro la violenza di genere, il Presidente del Cno Rosario De Luca sottolinea i fattori che determinano il gender pay gap. Necessario un salto culturale per raggiungere la parità
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Incentivare le imprese ad adottare politiche che favoriscano la crescita professionale delle donne, rafforzare gli strumenti di tutela della genitorialità, ma soprattutto educare al lavoro come “fattore imprescindibile di indipendenza economica e, quindi, di libertà”.
A sottolinearlo il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Rosario De Luca, in un’intervista pubblicata sabato 25 novembre su “Il Messaggero”, in cui precisa che in Italia nessun Ccnl prevede “differenti retribuzioni tra uomo e donna, a parità di mansioni e di livello”. Da noi, inoltre, il differenziale salariale è uno dei più bassi d’Europa: 5% contro la media Ue del 12,7%. Il gender pay gap, quindi, dipende da altri fattori come condizioni familiari, personali o sociali che frenano l’evoluzione di carriera delle lavoratrici. Ad esempio, i contratti part-time o a termine e la discontinuità dovuta alla maternità o all’assistenza dei familiari: situazioni che impediscono la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, limitando le progressioni nell’attività lavorativa.
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