Canelli. Furbetti del reddito cittadinanza: 500 denunciati
Tutti nello stesso Caf. Frode da 3,5 milioni di euro
In evidenza
Le Fiamme Gialle di Canelli hanno analizzato oltre mille autocertificazioni, presentate tutte presso lo stesso Caf di Torino da stranieri perlopiù di origini nigeriane e marocchine, uomini e donne giovani, che hanno dichiarato falsamente nelle domande di soggiornare in Italia da più di dieci anni o sono risultati sprovvisti del previsto requisito del permesso di soggiorno di lunga durata. “L’indagine – commentano dal Comando provinciale – fa seguito a una prima fase conclusasi nell’aprile 2022, che aveva portato alla luce oltre 1.600.000 euro di importi indebitamente percepiti da parte di 250 richiedenti il sostegno economico. A questi si sono aggiunti ora, al termine dell’operazione Free Time, altri 242 denunciati, che hanno ottenuto il beneficio senza averne titolo”. Oltre ai beneficiari delle prestazioni, è stato denunciato il titolare del Caf torinese, che dovrà rispondere del reato di truffa aggravata ai danni dell’Inps e dell’indebito ottenimento del Reddito di cittadinanza (poiché egli stesso è risultato beneficiario senza averne i requisiti). Quattro percettori sono risultati evasori totali perché, da titolari di partite Iva, non hanno presentato per due o più annualità le previste dichiarazioni annuali dei redditi omettendo di dichiarare 500 mila euro di corrispettivi per lo svolgimento di attività nel settore dell’edilizia.
La Repubblica
Altre Notizie della sezione
Bimbo preso a cinghiate dai genitori perché non recitava bene il Corano
14 Maggio 2026Una coppia di nordafricani residenti a Macerata è accusata di maltrattamenti ai danni di due ragazzi che oggi hanno 15 e 9 anni.
La Corte dei conti cita in giudizio l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris
13 Maggio 2026Nel mirino dei giudici contabili la ricapitalizzazione dell'azienda di trasporto provinciale decisa nel 2019 e fallita nel 2022.
Ora il Csm vigila pure sui sindacati del personale.
12 Maggio 2026Sisto: «Un’ingerenza» Replica al vetriolo del viceministro dopo la richiesta dei togati di aprire una pratica a Palazzo Bachelet sull’accordo che “istituzionalizza” l’Ufficio per il processo.
