Il Ssn è non più attrattivo per i medici
Il Sottosegretario al Mef in risposta a un’ interpellanza del M5s
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Il “forte deterioramento delle condizioni di lavoro” dei medici “ha finito per rendere il Servizio sanitario nazionale (Ssn) sempre meno attrattivo, con la conseguenza che spesso i concorsi vanno deserti o, comunque, non consentono la copertura dei posti disponibili per la carenza di aspiranti”.
Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell’Economia Lucia Albano, alla Camera, rispondendo ad una interpellanza di M5s sui Pronto soccorso e su alcuni recenti casi di pazienti deceduti subito dopo la loro dimissione.
Albano ha riferito che il ministero della Sanità “ha avviato specifiche attività di analisi sui dati relativi ai tempi medi di attesa in pronto soccorso”, da cui emerge “che la maggior parte delle regioni presentava, dal 2019 al maggio 2022, un trend in aumento dei tempi medi di permanenza in pronto soccorso”, il che ha portato ad avviare delle “interlocuzioni” con le diverse Regioni “al fine di approfondirne le cause e conoscere le azioni che le stesse intendessero intraprendere per ricondurre i tempi medi di attesa negli standard previsti dalle attuali linee di indirizzo nazionali”. Il sottosegretario ha ricordato i programmi di rinnovamento tecnologico dei Pronto soccorso, compresi i fondi previsti dal Pnrr, e si è poi soffermata sui problemi relativi al personale sanitario: “Il reiterarsi negli ultimi anni delle manovre finanziarie di contenimento della spesa, ed in particolare dei vincoli assunzionali, evidenti soprattutto nelle Regioni in piano di rientro, ha determinato nel tempo una grave carenza di personale del Servizio sanitario nazionale, che, unita ad un crescente innalzamento della relativa età media, ha portato inevitabilmente ad un forte deterioramento delle condizioni di lavoro. Ciò ha finito per rendere il Servizio sanitario sempre meno attrattivo, con la conseguenza che spesso i concorsi vanno deserti o, comunque, non consentono la copertura dei posti disponibili per la carenza di aspiranti”.
Inoltre “l’evento pandemico del Covid-19 ha probabilmente contribuito con il suo carico di stress a determinare l’accentuazione del fenomeno delle dimissioni del personale per cause diverse dai pensionamenti”, ha chiuso.
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