SU 59.362 IRREGOLARI IL 26% È IN NERO
1Inl Si riduce il sommerso femminile: da 40% del 2019 va al 30% del 2021
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La presenza di lavoratori occupati “in nero” costituisce circa il 26% (pari a 15.150 soggetti) dei 59.362 lavoratori irregolari tutelati dall’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) e, nel rapporto tra il numero occupati “in nero” e quello delle ispezioni con esito irregolare, “le percentuali più elevate a livello regionale sono state rilevate in Campania (60 addetti “in nero” per 100 controlli con esito irregolare), seguita da Toscana (52%) e Calabria (48%)”.
A renderlo noto lo stesso organismo, nella Relazione sull’attività di vigilanza condotta nel 2021 e pubblicata oggi.
Si conferma, poi, recita il dossier, “la tendenza a una diminuzione generale del lavoro sommerso per le donne, determinando una riduzione della quota femminile che dal 40% del 2019 passa al 30% del 2021, e si assiste conseguentemente ad una crescita della quota maschile di lavoro “in nero”, che va dal 60% del 2019 al 70% nel 2021″. Inoltre, “su 3.971 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, 3641 sono per lavoratori “in nero”, e 330 per violazioni sulla salute e sicurezza”, si sottolinea nella Relazione dell’Inl.
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