Roma, soffiate in cambio di cene, denaro, vino e gelati
L’agente della polizia locale avvertiva due ristoratori dell’arrivo dei controlli
Avrebbero avvisato in anticipo due ristoratori-albergatori del centro storico della Capitale di ispezioni previste nei loro locali, approfittando del loro ruolo di vigili urbani. In cambio in episodi distinti – avrebbero ricevuto denaro, casse di vino, buoni pasto e consumazioni in gelateria. Ieri per questi fatti il Tribunale di Roma ha condannato a 3 anni di reclusione l’agente della Polizia locale di Roma Franco Caponera, 52 anni, con l’accusa di corruzione e ha disposto per quest’ultimo l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di tre anni. Per i colleghi Fabio Corazzini, 50 anni, e Alessandro Egidi, 41, accusati sempre di corruzione, i giudici hanno ritenuto invece di «non doversi procedere per intervenuta prescrizione».
Nello specifico, il 26 aprile 2013 avrebbe avvisato «preventivamente» il titolare dell’attività commerciale dei «controlli svolti» al suo locale La Barcaccia Ristorante Bar, a pochi passi da piazza di Spagna. E avrebbe lo avrebbe rifatto, sempre per la stessa attività, anche il 6 maggio dello stesso anno. Ancora, Caponera avrebbe avvisato sempre «preventivamente» delle ispezioni il proprietario del Bed and breakfast Numbs Rooms & Suites, in via Belsiana, pochi mesi dopo, a settembre. Poi avrebbe addirittura «bloccato i controlli da svolgere» o «già in corso» sempre al Numbs Rooms & Suites, il 22 giugno e l’8 luglio 2013, per «evitare l’accertamento di irregolarità riguardanti i lavori di ristrutturazione dei locali citati». Secondo quanto sostiene l’accusa, l’imputato avrebbe anche orientato un controllo svolto il 10 ottobre 2013, sempre al B&b con sede in via Belsiana «in modo tale da garantire il loro esito positivo». E in un caso si sarebbe assicurato anche che alcune ispezioni fossero condotte «con elasticità», scrivono i pm. La difesa di Caponera, rappresentata dagli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni Silveri, ha commentato così la decisione del Tribunale: «Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza e faremo ricorso in appello».
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