NESSUNA PIETÀ PER IL PROFESSIONISTA CON IL COVID
Nonostante le tante promesse il Governo ritira dal DL Sostegni gli emendamenti riguardanti la sospensione degli adempimenti per i professionisti che si ammalano di Covid.
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La necessità di tutelare la salute dei professionisti nel momento di emergenza che il Paese sta attraversando era stata condivisa da tutte le forze politiche e aveva permesso la presentazione di un emendamento bipartisan, che faceva ben sperare sulla possibilità di vedere l’approvazione di una norma di civiltà, invocata e attesa dai professionisti.
“È incomprensibile – afferma Cuchel – la decisione del Governo di dire no ad una norma di così evidente buon senso, oltre che di altrettanta evidente urgenza in ragione della situazione sanitaria che è in atto, sebbene l’obiettivo finale da perseguire sia sempre l’approvazione del disegno di legge sulla malattia e infortunio del professionista. Nessuno – prosegue il Presidente Cuchel – sembrava intenzionato a voler mettere in discussione l’opportunità di riconoscere ai professionisti il diritto di curarsi al tempo del Covid, e quindi è legittimo chiedersi cosa abbia fatto cambiare idea al Governo.”.
Appena qualche settimana fa, in occasione di un evento organizzato dall’Anc lo scorso 15 aprile, esponenti del Governo intervenuti avevano manifestato il loro convinto sostegno all’emendamento, e si poteva ragionevolmente ritenere che non dovessero esserci ostacoli alla sua approvazione.
“Al Governo – conclude Cuchel – chiediamo di tornare sui suoi passi, crediamo che una norma che intende sancire il diritto alla salute di tanti cittadini nell’attuale stato di emergenza debba essere considerata da tutti irrinunciabile.”
Gli fa eco il vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Giorgio Luchetta, alla notizia della bocciatura da parte del ministero della Giustizia dell’emendamento al decreto sostegni che prevedeva il differimento dei termini per i professionisti che contraggono il Covid-19. Nelle scorse settimane il Consiglio nazionale della categoria aveva appoggiato con forza la presentazione dell’emendamento da parte di parlamentari di diverse forze politiche, “un primo passo determinante – secondo Luchetta – sulla via dell’approvazione del più ampio e organico disegno di legge sulla malattia professionale”. “E’ grave – conclude – porre come insormontabile il tema delle coperture rispetto ad una norma che riguarda diritti fondamentali che non dovrebbero essere messi in discussione e che pare assurdo non siano ancora riconosciuti. Una situazione tanto più inaccettabile, in un frangente drammatico come quello dell’emergenza pandemica”, si chiude la nota dell’Ordine.
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