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Cassa Forense, 80 delegati sono ancora sostenibili?

Patrimonio, costi e IA impongono una profonda revisione della governance.

Cassa Forense, 80 delegati sono ancora sostenibili?

Dal 5 al 9 ottobre p.v. gli avvocati, non più del 30% come certificano i precedenti, andranno al voto per eleggere il nuovo Comitato dei Delegati, costituito da 80 avvocati.

La spesa per il funzionamento degli Organi collegiali nel 2025 è stata pari a 4.089.871,22 milioni di euro mentre quella per il personale 23.603.708,22 (pag.9, Bilancio 2025).

Ho già spiegato in un precedente approfondimento

(https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/cassa-forense-la-rivoluzione-passa-dallia/), che con l’avvento della IA non possiamo più permetterci questi numeri per organi collegiali e personale.

Basta un Delegato per ogni Corte di Appello, da aumentare a 2 per le Corti di Appello di Milano, Roma e Napoli.

Per il personale si può organizzare un piano di riduzioni, anche con incentivi all’esodo.

Tutte le riunioni poi devono essere fatte da remoto e pubbliche dando così la possibilità agli iscritti di seguirle e rendersi conto della situazione.

Tutti gli atti, sia del CDD che del CDA, dovrebbero essere pubblicati e commentati sul sito istituzionale.

Andrebbe poi organizzato un convegno, con la più larga partecipazione degli iscritti, per decidere il futuro della Fondazione.

Per gli investimenti del patrimonio, che costituisce l’unica garanzia per le future pensioni, dato che intorno al 2040 il rapporto iscritti attivi v pensionati sarà di 1 a 1 e quindi per pagare le pensioni si dovrà attingere prima al rendimento del patrimonio e poi al patrimonio stesso, va costituito un centro investimenti, realizzato da tutte le Casse di previdenza, per la gestione unitaria del patrimonio, al fine di conseguire importanti economie di scala, sia sul fronte del risparmio di spesa, che sul fronte del rendimento.

Ricordo a tutti che il patrimonio delle Casse di previdenza è vincolato ad assicurare agli iscritti un trattamento previdenziale, in attuazione dell’art. 38 della Costituzione e ad erogare assistenza a chi ne abbia bisogno.

La gestione del patrimonio, poi, deve essere ispirata a criteri prudenziali e di diversificazione del rischio negli investimenti, secondo parametri che contemperino da un lato l’esigenza di conservare il valore del patrimonio e dall’altro di ottenere un rendimento che sia in linea con le previsioni del bilancio tecnico che andrà testato, anno dopo anno, con i dati reali desumibili dal consuntivo di gestione.

La gestione del patrimonio, sia diretta che indiretta, dovrà avvenire nel rispetto del codice degli appalti vigente.

L’affidamento e l’esecuzione di appalti di opere, lavori, servizi, forniture e concessioni, garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza. Nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, le stazioni appaltanti rispettano, altresì, i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità con le modalità indicate nel codice. Il principio di economicità può essere subordinato, nei limiti in cui è espressamente consentito dalle norme vigenti e dal codice, ai criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio culturale e alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche dal punto di vista energetico.

Perdurando ancora l’assenza del regolamento ministeriale per gli investimenti che si attende dal 2011, Cassa Forense dovrà, quanto prima, dotarsi di un nuovo regolamento per gli investimenti perché, quello datato 23 giugno 2022, è ormai in gran parte superato dalla evoluzione normativa nel settore finanziario, non fosse altro perché è diventata investitore istituzionale.

“Con quasi 19,5 miliardi di euro di patrimonio, Cassa Forense conferma il suo ruolo di investitore istituzionale tra i più rilevanti in Italia”, cosi la Presidente di Cassa Forense già il 24 settembre del 2025.

Chi conosce il funding ratio di Cassa Forense?

“Si è visto come il ciclo di vita delle Cassa di previdenza, legato alle specifiche strutture demografiche, non abbia andamenti uniformi ma preveda l’alternanza di fasi di crescita (con accumulo patrimoniale) e fasi di contrazione (con assorbimento di risorse finanziarie). Queste ultime non possono che essere sostenute dal Fondo Patrimoniale che, come più volte ribadito, ha lo scopo di garantire la sostenibilità finanziaria anche nelle fasi cicliche a saldo previdenziale negativo.

Si e pertanto introdotto un indicatore di sintesi volto a misurare la capacita della componente Funded di supportare i futuri cicli finanziari a saldo previdenziale negativo.

L’indicatore proposto (Funding Ratio) misura la percentuale di copertura dell’esposizione debitoria complessiva, maturata e maturanda: tenendo conto quindi non solo del valore attuale delle pensioni in essere ma anche di quanto maturato dagli iscritti attivi per ciascuna classe di età.

La misura cosi delineata tiene conto dell’evoluzione demografica della popolazione degli iscritti e delle eventuali contrazioni possibili, risultando pertanto un idoneo indicatore utile a monitorare la sostenibilità finanziaria futura anche nei cicli temporali a saldi negativi.” (Fonte: prof. Alessandro Trudda in documenti CNPADC del 2023).

In Cassa Forense non supera il 40% mentre nella Cassa dei Commercialisti viaggia intorno al 70% e nelle compagnie di assicurazione “Le risultanze dell’analisi mostrano, in termini di solvibilità, un miglioramento medio del mercato, il campione d’analisi passa da un Solvency Ratio del 268% nel 2023 al 274% nel 2024.” (fonte www.costanzoeassociati.it)

Chi si candida è a conoscenza di questi temi?

 

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