A Natale e Capodanno vietato uscire dal Comune
A Natale e a Capodanno gli italiani non potranno spostarsi dal proprio Comune
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Alla fine, nel governo ha prevalso la linea rigida sostenuta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, contro quella più accomodante preferita da Giuseppe Conte. Martedì sera il Presidente del Consiglio e i capidelegazione della maggioranza si sono incontrati per un lungo vertice dal quale è emersa la decisione di fissare in modo rigoroso le regole per gli spostamenti nel prossimo decreto Natale. Le uniche deroghe saranno previste per chi fa ritorno nel proprio Comune di residenza o domicilio, inteso come base primaria dei propri interessi. Conte era contrario: avrebbe voluto permettere i ricongiungimenti familiari e le vacanze nelle seconde case. I capidelegazione di Pd, M5S e Leu, però, si sono schierati dalla parte di Speranza.
Il motivo non è legato solo alla mortalità ancora altissima del Covid (solo martedì la pandemia ha fatto altre 785 vittime nel nostro Paese). Ma anche alla consapevolezza che, senza misure rigorose durante le feste, a febbraio il virus tornerebbe a mordere con una terza ondata peggiore della seconda. Proprio com’è successo in autunno dopo il lassismo della scorsa estate.
Per questo, lo stop alla mobilità fra Comuni non sarà limitato ai giorni festivi, ma verrà esteso all’intero periodo: dal 21 dicembre al 7 gennaio sarà vietato raggiungere le seconde case e viaggiare per ricongiungersi con i familiari nei luoghi in cui non si è residenti.
Una decisione lontana anni luce dalle richieste delle Regioni, che in un documento firmato da Giovanni Toti, governatore della Liguria, chiedevano di permettere gli spostamenti all’interno della singola Regione e addirittura di tenere aperte le piste da sci. Ma il governo ha altri progetti: si parla di proibire le settimane bianche almeno fino a febbraio.
Per quanto riguarda invece il cenone di Natale – fermo restando il coprifuoco alle 22 – si discute ancora sul limite da imporre al numero di persone all’interno delle case. In questo caso, naturalmente, non può che trattarsi di una raccomandazione. Speranza vorrebbe chiedere agli italiani di limitarsi al nucleo dei conviventi, ma anche in questo caso Conte non è d’accordo. Alla fine il Governo potrebbe decidere di fare come la Germania, che ha imposto un tetto di dieci commensali.
Infine, nonostante i dubbi dell’Europa, le messe ci saranno, ma dovranno iniziare entro le 20, mentre i ristoranti continueranno a dover chiudere alle 18, anche se a Natale e a Santo Stefano, su insistenza di Renzi, resteranno aperti a pranzo, con il limite dei quattro persone per ogni tavolo.
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