Enpap. Nello Smart working occorre conciliare davvero attività e cura familiare
Per la Cassa degli psicologi servono regole chiare e formazione
In evidenza
Pollice in su verso lo smart working, (ri)scoperto durante la pandemia, però servono “adeguati strumenti di formazione e di consulenza-accompagnamento sui comportamenti delle persone e del ‘management’, sulle tecnologie e anche sugli spazi di lavoro”, così come “è necessaria anche un’attenzione alle esigenze specifiche di cui le persone che si approcciano allo smart working sono portatrici: ‘in primis’, la necessità di conciliare davvero le esigenze lavorative con quelle personali e familiari”. A pensarla così il presidente dell’Enpap (la Cassa previdenziale degli psicologi liberi professionisti) Felice Damiano Torricelli, alla guida di un tavolo tecnico che l’Ente ha voluto in merito alla sicurezza sul lavoro. “In attesa dei decreti e della direttiva europea sullo smart working, che dovrebbe essere emanata nel 2021, è necessario intervenire con azioni ‘ad hoc’, volte a introdurre in modo corretto due requisiti-chiave per un ‘buon lavoro agile’: da un lato la cultura di questa modalità di lavoro, dall’altro regole chiare che tutelino tutti gli attori coinvolti”, recita la nota dell’Enpap.
Altre Notizie della sezione
Casse, trasparenza ancora un miraggio
27 Agosto 2026Gli iscritti devono pretendere controlli, competenza e pubblicità degli atti: alle elezioni non servono professori di diritto della navigazione.
Autonomia e solidità, nessuna ipotesi di fusione
24 Agosto 2026La Cassa Ragionieri chiarisce: nessuna fusione all’orizzonte. Autonomia, solidità patrimoniale e tutela degli iscritti restano le priorità.
Le Casse di Previdenza dei professionisti e le criticità di sistema
19 Agosto 2026Calo degli iscritti, pensioni in aumento e rendimenti decisivi: senza riforme strutturali, la sostenibilità futura rischia di deragliare.
