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Vannacci frena ma il campo largo non decolla

Pd in calo, M5S tiene, FdI resta primo. Gli equilibri dipendono sempre più dalle alleanze.

Vannacci frena ma il campo largo non decolla

Il sondaggio Cluster 17 pubblicato oggi offre una fotografia molto diversa, con un fronte progressista al 44,2% e i partiti di governo sotto il 39%: una conferma di quanto metodologia, composizione delle coalizioni e data delle interviste possano cambiare sensibilmente il quadro.

 

 

 

Sondaggi politici – 5 ottobre 2026

Partito

Supermedia YouTrend

Ultimo dato disponibile

Tendenza

Analisi

Fratelli d’Italia

27,0% circa

27,3% Ghisleri

↔

Meloni mantiene il primato, senza però tornare verso il 30%

PD

20,4%

19,7% Ghisleri

↓

È il dato più delicato per Schlein: minimo dalla fase post-Europee 2024

M5S

12,8% circa

11,6% Ghisleri

↔/↑

Conte resta sopra il 12% nella Supermedia e conserva un peso autonomo

Futuro Nazionale

7,7%

7,0% Ghisleri

→

La crescita di Vannacci si arresta, ma il partito resta sopra Forza Italia e Lega

Forza Italia

7,4% circa

7,5% Ghisleri

↔

Tajani mantiene una posizione centrale nel centrodestra

Lega

5,8% circa

6,6% Ghisleri

↔

Continua la pressione di Futuro Nazionale sull’area sovranista

AVS

6,6% circa

6,7% Ghisleri

↔

Tiene e resta una componente rilevante del centrosinistra

Azione

3,2% circa

3,2% Ghisleri

↔

Calenda resta sotto la soglia del 4%

Italia Viva

2,2% circa

2,3% Ghisleri

↔

Renzi conserva un piccolo ma potenzialmente decisivo spazio centrista

+Europa

1,7% circa

1,8% Ghisleri

↔

Peso marginale

Noi Moderati

1% circa

1,0% Ghisleri

↔

Incidenza limitata

I valori della Supermedia sono una media ponderata, quindi non coincidono necessariamente con l’ultimo sondaggio pubblicato da un singolo istituto. Il dato Ghisleri/Only Numbers, rilevato il 23-24 settembre, dà invece FdI 27,3%, Pd 19,7%, M5S 11,6%, FI 7,5%, Lega 6,6%, AVS 6,7% e Futuro Nazionale 7%.

Il dato politico del 5 ottobre

  1. Vannacci frena, ma non scompare

È probabilmente il dato più interessante. Futuro Nazionale è al 7,7% nella Supermedia, sostanzialmente stabile. Dopo la forte crescita delle settimane precedenti, il movimento di Vannacci sembra aver raggiunto una fase di assestamento.

Questo non significa che il problema per il centrodestra sia risolto: 7,7% è comunque un peso elettorale rilevante e modifica gli equilibri interni dell’area.

  1. Il Pd è il vero punto debole del campo largo

Il Pd scende al 20,4%, minimo dalla tornata europea del 2024 secondo YouTrend. Il dato va letto insieme a quello del M5S: Conte rimane intorno al 12-13%, mentre il Pd non riesce ad allargare significativamente il proprio bacino.

E qui arriva il problema politico: Schlein non può dare per scontato che il Pd sia automaticamente il baricentro del centrosinistra.

  1. Conte tiene e conserva autonomia

Il M5S resta sopra il 12%. Non è una forza marginale e soprattutto mantiene una propria identità elettorale. Questo rende più complicata qualsiasi costruzione del campo largo fondata su una leadership indiscussa del Pd.

  1. Il centro torna a essere decisivo

La somma delle forze centriste non è trascurabile. Lorenzo Pregliasco osserva che le diverse sigle centriste, complessivamente, arrivano a un peso intorno al 15%, anche se frammentato tra più partiti.

È qui che si inserisce la partita Renzi-Calenda: non tanto per i numeri individuali, quanto per la capacità di spostare gli equilibri tra i due schieramenti.

Campo largo: il problema non è solo matematico

Il sondaggio Only Numbers raccontato da Alessandra Ghisleri aggiunge un elemento importante: il 60,5% degli intervistati non considera il Campo largo una coalizione unita e coesa.

Il dato è ancora più significativo perché la diffidenza non arriva soltanto dall’esterno. Una quota consistente degli stessi elettori dell’area progressista manifesta perplessità sull’alleanza e, in particolare, sul rapporto con Italia Viva.

La fotografia del momento

Centrodestra: FdI rimane il perno, ma deve fare i conti con un Futuro Nazionale stabilizzato intorno all’8%, con FI sopra il 7% e con una Lega più debole.

Centrosinistra: il Pd resta la prima forza dell’area, ma scende; M5S e AVS conservano un peso significativo e rendono tutt’altro che automatica la leadership del Pd.

Centro: Renzi e Calenda restano sotto il 4% individualmente, ma il loro spazio politico può diventare rilevante proprio perché lo scarto fra le coalizioni è relativamente contenuto.

Vannacci: la corsa sembra essersi fermata, ma il 7,7% di Futuro Nazionale impedisce di considerarlo un fenomeno marginale.

In sintesi: la fotografia del 5 ottobre non racconta semplicemente un centrodestra avanti o un centrosinistra indietro. Racconta soprattutto una competizione ancora molto dipendente dagli incastri delle alleanze. La Supermedia segnala che il vantaggio del campo largo sul centrodestra si è ridotto a poco più di due punti.

 

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