Fratelli d'Italia primo partito: centrodestra avanti sul campo largo. Pd arretra
I dati dell'istituto Noto per 'Porta a Porta' sulle intenzioni di voto degli italiani. In calo Futuro Nazionale, stabile la Lega.
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Fratelli d’Italia cresce, il Pd cala. E scende anche Roberto Vannacci. Sono alcuni dei dati del sondaggio dell’istituto Noto per ‘Porta a Porta’, sulle intenzioni di voto degli italiani, oggi 6 ottobre, in caso di elezioni. Fratelli d’Italia, ampiamente primo partito, guadagna lo 0,3% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 22 settembre e sale al 28%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna ulteriore terreno sul Pd della segretaria Elly Schlein, che cede lo 0,5% e scende al 19,5%.
Come cambiano gli equilibri politici
Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,5% ed è stabile. Forza Italia è al 6,9% (-0,1%), Futuro Nazionale perde lo 0,3% ed è al 6,7%, la Lega resta al 6%. Alleanza Verdi e Sinistra è al 6,5% in crescita di mezzo punto. Azione-Liberal democratici-Spazio pubblico cede lo 0,5% ed è al 4%, Italia viva-Casa riformista con Più Europa sono al 2,5% in calo dello 0,4%. Noi moderati è all’1,4% (-0,1%), Progetto civico-Avanti Psi è all’1,5% (+0,2%), Sud chiama Nord (Cateno De Luca) insieme a Civici è stabile all’1,1%.
Infine lista ‘Uno più uno’ (Ruffini-Gabrielli) si attesterebbe allo 0,3% (altre liste al 3,1%, +0,5%). In generale, il centrodestra è al 43,4% in crescita dell’1,1%, mentre il Campo largo (con Italia viva e Più Europa) è al 42,8% e sale dello 0,1%. La stima dell’affluenza resta al 62% come nella scorsa rilevazione.
l dato Noto del 6 ottobre fotografa un quadro interessante: il centrodestra resta davanti, ma il vantaggio sul Campo largo è ancora contenuto. Il vero segnale politico è il rafforzamento di Fratelli d’Italia, mentre il Pd continua a perdere terreno e Futuro Nazionale arretra dopo la forte crescita dei mesi precedenti.
Sondaggio Noto – Porta a Porta, 6 ottobre 2026
Partito / lista | 6 ottobre | Variazione |
Fratelli d’Italia | 28,0% | +0,3 |
Partito Democratico | 19,5% | -0,5 |
Movimento 5 Stelle | 12,5% | = |
Forza Italia | 6,9% | -0,1 |
Futuro Nazionale | 6,7% | -0,3 |
Alleanza Verdi e Sinistra | 6,5% | +0,5 |
Lega | 6,0% | = |
Azione-Liberal democratici-Spazio pubblico | 4,0% | -0,5 |
Italia Viva-Casa riformista + Più Europa | 2,5% | -0,4 |
Progetto civico-Avanti Psi | 1,5% | +0,2 |
Noi Moderati | 1,4% | -0,1 |
Sud chiama Nord + Civici | 1,1% | = |
Uno più uno (Ruffini-Gabrielli) | 0,3% | — |
Altre liste | 3,1% | +0,5 |
Sondaggio Noto: intenzioni di voto
Rilevazione del 6 ottobre 2026 sulle intenzioni di voto degli italiani.
0%8%16%24%32%Fratelli d’ItaliaPartito DemocraticoMovimento 5 StelleForza ItaliaFuturo NazionaleAlleanza Verdi e Si…LegaAzioneItalia Viva + Più E…Progetto civico-Ava…Noi ModeratiSud chiama Nord + C…Uno più uno
Coalizioni
Area | Consenso | Variazione |
Centrodestra | 43,4% | +1,1 |
Campo largo | 42,8% | +0,1 |
Vantaggio centrodestra | +0,6 punti |
Affluenza stimata: 62%, invariata.
L’analisi
Il primo dato da mettere in evidenza è il 28% di Fratelli d’Italia. Meloni non soltanto conserva saldamente la leadership del sistema politico, ma torna a guadagnare terreno proprio mentre il principale avversario, il Pd, arretra. Lo scarto tra FdI e democratici arriva così a 8,5 punti, una distanza politicamente pesante.
Il secondo elemento è infatti la nuova frenata del Pd, al 19,5%. Mezzo punto perso in una sola rilevazione riporta il partito sotto la soglia psicologica del 20%. È un segnale che pesa soprattutto perché arriva mentre il M5S rimane fermo al 12,5% e quindi non sembra esserci uno spostamento significativo dell’elettorato progressista verso Conte: il problema del Pd appare piuttosto quello di non riuscire ad allargare il proprio perimetro.
Il Movimento 5 Stelle, al 12,5%, resta dunque il terzo partito e conserva una posizione decisiva negli equilibri del centrosinistra. Ma il dato complessivo racconta una difficoltà strutturale del Campo largo: la somma delle opposizioni non produce automaticamente una maggioranza politica, soprattutto perché al suo interno restano forti differenze strategiche e di leadership.
Interessante anche la crescita di Avs, al 6,5% (+0,5). È uno dei pochi movimenti significativi della rilevazione. Ma la crescita di Avs non compensa la perdita del Pd e quella delle formazioni centriste. Azione scende infatti al 4%, mentre Italia Viva-Casa riformista e Più Europa si fermano complessivamente al 2,5%.
Sul fronte del centrodestra, Forza Italia scende appena al 6,9% e la Lega resta al 6%. La coalizione, quindi, non cresce grazie ai suoi alleati tradizionali, ma soprattutto grazie alla forza di FdI e alla tenuta dell’intero blocco.
Il caso Vannacci
Il dato politicamente più interessante dopo quello di Meloni è Futuro Nazionale al 6,7%, in calo di tre decimali. La formazione di Roberto Vannacci resta comunque una forza di dimensioni rilevanti, ma la rilevazione suggerisce che la sua crescita non sia inarrestabile.
Il punto è importante: Vannacci pesa, ma non può ancora essere considerato il dominatore del centrodestra. La sua formazione rimane nettamente dietro FdI e sostanzialmente nella stessa fascia di Forza Italia e Avs. Il calo dello 0,3% potrebbe indicare una fase di assestamento dopo la forte crescita registrata nelle precedenti rilevazioni.
Il dato politico complessivo
La fotografia del 6 ottobre è quindi abbastanza netta:
Meloni rafforza la propria posizione, Schlein arretra, Conte resta stabile e Vannacci rallenta.
Il centrodestra sale al 43,4%, mentre il Campo largo arriva al 42,8%. La distanza è appena di 0,6 punti, dunque non siamo davanti a un distacco incolmabile. Ma c’è un elemento qualitativo che rende il dato più significativo: il centrodestra guadagna 1,1 punti, mentre il Campo largo cresce soltanto di 0,1.
In altre parole, la partita resta apertissima, ma la dinamica è favorevole alla maggioranza.
E soprattutto emerge una contraddizione per l’opposizione: per battere Meloni non basta sommare Pd, M5S, Avs e centristi. Serve trasformare una somma elettorale in una coalizione politicamente credibile, con una leadership riconoscibile e un programma comune. Al momento, il sondaggio Noto non dimostra che questo passaggio sia stato compiuto.
La fotografia più efficace è dunque questa: il centrodestra non scappa, ma il Campo largo non riesce ancora a prenderlo. E mentre le opposizioni discutono sulla formula della coalizione, Meloni continua a mantenere il controllo della partita.
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