Anno: XXVIII - Numero 117    
Giovedì 18 Giugno 2026 ore 13:00
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Nasce il nuovo polo di Calenda, mentre Vannacci spaventa Salvini

In attesa di sapere quali saranno le regole del gioco, i partiti si riorganizzano, si aggregano e fanno i conti con i sondaggi.

Nasce il nuovo polo di Calenda, mentre Vannacci spaventa Salvini

Da oggi, la commissione affari costituzionali della Camera entrerà nel vivo dell’esame dei 479 emendamenti presentati al testo della nuova legge elettorale con l’obiettivo di portare il testo in Aula il 26 giugno.

Intanto a Milano, con il sostegno del leader di Azione Carlo Calenda nasce un nuovo soggetto politico, Europeisti.

L’obiettivo è costruire un polo democratico ed europeista capace di colmare lo spazio lasciato vuoto dai due poli tradizionali.

Tra i protagonisti anche l’eurodeputata Pina Picierno, da poco uscita dal Partito Democratico, e l’ex premier Mario Monti.

Per Calenda le prossime coalizioni elettorali saranno “ancora più confuse ed estreme”, e su questo terreno il nuovo movimento punta a far leva.

Al voto moderato e cattolico guarda Elly Schlein che ieri è intervenuta a Torino a un incontro promosso dalle ACLI.

Schlein chiede al suo partito di restare unito attorno ai cinque punti programmatici su sanità, lavoro, istruzione, ambiente e diritti, e attacca il governo su immigrazione e salari.

Si vuole evitare che dopo Picierno, altri esponenti di area lascino un partito considerato troppo appiattito sulle posizioni di Giuseppe Conte, ed è qui che intervengono i civici di Alessandro Onorato, movimento voluto da Goffredo Bettini per dare una terza gamba, alternativa a Renzi e alla sua Casa Riformista.

Sul fronte del centrodestra, cresce la tensione attorno al generale Roberto Vannacci.

In Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, il responsabile organizzazione del partito della premier avverte: “chi vota contro il governo non può considerarsi un alleato”, riferendosi ai voti contrari di Vannacci in Parlamento.

Ma è dentro la Lega che si continua a dibattere sulla direzione da prendere.

Ieri il sondaggio Swg attesta il partito del generale, Futuro Nazionale, al 5,3 per cento pari alla Lega, dato che fa crescere il malcontento nel Carroccio verso Matteo Salvini.

In Lombardia, a Milano e a Brescia sono comparsi striscioni che invocano il governatore del Veneto Luca Zaia come nuovo segretario.

Nulla di clamoroso ma il segnale, l’ennesimo, di un malcontento.

L’ultimo sondaggio SWG per il TgLa7

Partito

%

Fratelli d’Italia

27,9%

Partito Democratico

22,1%

Movimento 5 Stelle

13,3%

Forza Italia

7,2%

Alleanza Verdi e Sinistra

6,5%

Lega

5,3%

Futuro Nazionale

5,3%

Azione

3,1%

Italia Viva

2,4%

+Europa

1,6%

Noi Moderati

1,1%

Elementi salienti:

  • Fratelli d’Italia resta primo partito ma perde 0,4 punti.
  • PD e M5S crescono leggermente.
  • Futuro Nazionale sale al 5,3% e raggiunge la Lega, anch’essa al 5,3%.

L’elemento più interessante dell’ultimo sondaggio SWG (15 giugno 2026) non è tanto chi è primo — SWG conferma ancora una volta Fratelli d’Italia al 27,9% — ma come si stanno muovendo gli equilibri dentro i blocchi politici.

  1. Meloni resta forte, ma non cresce più

FdI perde lo 0,4% in una settimana, passando dal 28,3% al 27,9%. Non è un crollo, ma segnala che il partito sembra aver raggiunto una fase di stabilizzazione dopo anni di crescita continua. Rimane comunque oltre 5 punti davanti al PD.

Politicamente significa che:

  • il consenso personale di Giorgia Meloni resta molto elevato;
  • però una parte dell’elettorato di destra sembra cercare nuove opzioni, soprattutto nell’area rappresentata da Vannacci.
  1. Il PD recupera, ma troppo lentamente

Il Partito Democratico sale al 22,1% (+0,1). È un dato positivo, ma insufficiente per ridurre davvero il divario con FdI.

Il problema strategico del PD resta lo stesso:

  • cresce leggermente quando il governo perde terreno;
  • ma non riesce ancora a intercettare una quota significativa di elettori moderati o indecisi.
  1. Conte continua a consolidarsi

Il Movimento 5 Stelle arriva al 13,3%, in crescita.

Negli ultimi mesi il M5S sembra aver trovato una base elettorale più stabile:

  • opposizione netta al governo;
  • forte attenzione a welfare e redditi;
  • recupero di parte dell’elettorato popolare.

Oggi appare molto più competitivo di quanto fosse un anno fa.

  1. Il vero fenomeno è Vannacci

La notizia politica della settimana è Futuro Nazionale al 5,3%, in crescita fino ad agganciare la Lega.

Se guardiamo la serie delle ultime settimane:

  • 1 giugno: 4,6%
  • 8 giugno: circa 4,8%
  • 15 giugno: 5,3%

La crescita è costante.

Questo crea due problemi per la Lega:

  1. sottrazione di voti nell’elettorato più identitario;
  2. perdita del ruolo di unico riferimento della destra sovranista.
  1. La Lega è il partito più in difficoltà

Al 5,3%, la Lega è ormai lontanissima dai livelli raggiunti negli anni migliori.

Il dato è particolarmente significativo perché:

  • governa;
  • dispone di ministri importanti;
  • eppure non beneficia dell’azione di governo.

La concorrenza di Vannacci rischia di trasformare una flessione in un problema strutturale.

  1. Coalizioni: il centrodestra resta favorito

Anche considerando le dinamiche interne, il centrodestra mantiene un vantaggio competitivo. Secondo le simulazioni SWG, la collocazione di Futuro Nazionale è decisiva: se resta nell’orbita del centrodestra, la coalizione mantiene un margine sul campo progressista; se corre autonomamente, la partita diventa molto più aperta.

Sintesi

Se oggi si votasse:

  • FdI vincerebbe ancora con margine.
  • Il PD migliorerebbe ma non abbastanza per contendere la leadership.
  • Il M5S è probabilmente il partito che sta crescendo in modo più ordinato.
  • La vera novità del 2026 è la crescita di Futuro Nazionale.
  • La Lega appare il soggetto più vulnerabile del sistema politico.

La domanda politica dei prossimi mesi non è tanto “quanto vale Meloni?”, ma “fino a dove può arrivare Vannacci e a spese di chi?”. Se Futuro Nazionale dovesse superare stabilmente il 6-7%, potrebbe diventare il principale fattore di riorganizzazione della destra

 

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