Centrosinistra avanti e Fratelli d'Italia primo partito
Il rilevamento Swg per il Tg La7 con le intenzioni di voto.
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Il sondaggio Swg fotografa una competizione nazionale apertissima: il centrosinistra supera il centrodestra di 0,8 punti, mentre Fratelli d’Italia si conferma nettamente il primo partito con il 29,3%. Il vantaggio della coalizione progressista, tuttavia, resta contenuto e la partita dipende dagli equilibri tra i partiti e dalla capacità dei due schieramenti di tenere insieme le rispettive forze.
Il duello secondo il sondaggio Swg per il Tg La7, con le intenzioni di voto oggi, 26 ottobre, in caso di elezioni. Fratelli d’Italia, guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si conferma ampiamente primo partito con il 29,3% nella coalizione completata da Forza Italia (7,4%), Lega (5,4%), Noi Moderati (1%) e Sud chiama Nord (1%). In totale, il centrodestra arriva al 44,1%.
Il centrosinistra, invece, vale il 44,9% con il contributo del Pd della segretaria Elly Schlein (20,6%), del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte (12,4%), Verdi Sinistra (6,3%), Italia viva (2,3%), +Europa (1,4%), Avanti Psi (1%) e altre formazioni che portano un complessivo 0,9%. Fuori dai due poli rimangono Futuro Nazionale di Roberto Vannacci (5,6%) e Azione di Carlo Calenda (3,1%).
Il sondaggio Swg fotografa una competizione nazionale apertissima: il centrosinistra supera il centrodestra di 0,8 punti, mentre Fratelli d’Italia si conferma nettamente il primo partito con il 29,3%. Il vantaggio della coalizione progressista, tuttavia, resta contenuto e la partita dipende dagli equilibri tra i partiti e dalla capacità dei due schieramenti di tenere insieme le rispettive forze.
Tabella 1 – Le intenzioni di voto ai partiti
Partito | Leader di riferimento | Voti |
Fratelli d’Italia | Giorgia Meloni | 29,3% |
Partito Democratico | Elly Schlein | 20,6% |
Movimento 5 Stelle | Giuseppe Conte | 12,4% |
Forza Italia | — | 7,4% |
Verdi e Sinistra | — | 6,3% |
Futuro Nazionale | Roberto Vannacci | 5,6% |
Lega | — | 5,4% |
Azione | Carlo Calenda | 3,1% |
Italia Viva | — | 2,3% |
+Europa | — | 1,4% |
Noi Moderati | — | 1,0% |
Avanti PSI | — | 1,0% |
Sud chiama Nord | — | 1,0% |
Altre formazioni del centrosinistra | — | 0,9% |
Fonte: sondaggio Swg per il Tg La7, dati riportati per il 26 ottobre. I valori sono quelli indicati nel testo fornito.
Tabella 2 – Il confronto tra le coalizioni
Schieramento | Consenso |
Centrosinistra | 44,9% |
Centrodestra | 44,1% |
Futuro Nazionale | 5,6% |
Azione | 3,1% |
Vantaggio centrosinistra | +0,8 punti |
Analisi – Il vantaggio è del centrosinistra, ma Meloni conserva la leadership
Il dato politicamente più rilevante della rilevazione Swg è la doppia fotografia che emerge dalle urne virtuali: il centrosinistra è davanti come coalizione, ma Fratelli d’Italia domina la classifica dei singoli partiti. Il vantaggio di 0,8 punti non consente di parlare di una svolta consolidata, ma segnala che la competizione tra i due schieramenti è sostanzialmente alla pari.
- Meloni resta il perno del centrodestra. Con il 29,3%, FdI conserva un distacco di 8,7 punti sul Pd e di 16,9 sul Movimento 5 Stelle. Forza Italia, al 7,4%, precede la Lega, ferma al 5,4%. La coalizione può contare su un partito nettamente dominante, ma la distanza tra il risultato di FdI e quello complessivo del centrodestra mostra quanto il destino dello schieramento dipenda anche dal contributo degli alleati.
- Schlein guida il centrosinistra, Conte resta decisivo. Il Pd è al 20,6%, mentre il M5S raggiunge il 12,4%. Insieme raccolgono il 33%: una base consistente, ma non sufficiente da sola a raggiungere il risultato della coalizione. Il 6,3% di Verdi e Sinistra e il contributo delle formazioni minori completano il quadro. Il vantaggio sul centrodestra nasce quindi dalla somma delle diverse componenti, rendendo essenziale la tenuta dell’alleanza.
- Vannacci è la variabile più delicata. Futuro Nazionale si attesta al 5,6%, un dato superiore a quello della Lega. Restando fuori dal centrodestra, contribuisce a delineare uno scenario nel quale il peso elettorale della destra non coincide automaticamente con quello della coalizione di governo. Un eventuale accordo cambierebbe gli equilibri, ma il sondaggio non permette di dare per scontata né l’intesa né la trasferibilità dei voti.
- Calenda resta fuori dai due poli. Azione è al 3,1%. La sua collocazione autonoma aggiunge un’altra incognita alla competizione, soprattutto in un quadro in cui meno di un punto separa le due coalizioni.
La conclusione politica
Il sondaggio del 26 ottobre consegna una fotografia senza un vincitore netto: il centrosinistra è avanti di misura, Meloni resta la leader del partito più forte e la partita delle alleanze può risultare determinante. Per il centrosinistra, il problema è trasformare la somma dei consensi in una proposta politica credibile e coesa; per il centrodestra, difendere la leadership di FdI e consolidare il contributo degli alleati.
Il dato da non sottovalutare è che il vantaggio del centrosinistra non equivale a una vittoria elettorale prevista: si tratta di intenzioni di voto, non di seggi assegnati. La distanza di appena otto decimi rende il confronto estremamente aperto.
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