Cala il centrodestra ma scende anche il campo largo.
Fratelli d’Italia ai minimi, cresce il Pd. La media dei sondaggi della settimana mostra un arretramento della maggioranza e un calo più contenuto dell’opposizione. Il Pd sale ai livelli più alti degli ultimi mesi, mentre pesa la flessione di Alleanza Verdi-Sinistra.
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I dati aggregati dell’ultima settimana, che mettono insieme le rilevazioni di Noto, TP, Emg, Youtrend, Only Numbers, Swg, restituiscono un quadro più utile delle singole fotografie, perché permettono di cogliere una tendenza. E la tendenza, tra il 12 e il 18 aprile, è quella di un leggero arretramento generale, con un elemento però più marcato: a perdere terreno è soprattutto il centrodestra. È un passaggio che si inserisce in una fase già in movimento, dopo il referendum sulla giustizia e dentro un contesto politico ed economico che continua a pesare sulle dinamiche del consenso. Non ci sono spostamenti drastici, ma aggiustamenti che, sommati, iniziano a cambiare il rapporto tra le aree politiche.
Il dato più evidente riguarda Fratelli d’Italia, che scende al 28,2%, toccando uno dei livelli più bassi degli ultimi due anni. Non si tratta di un crollo, ma di una discesa progressiva che riduce il margine accumulato nel tempo. A questo si aggiunge anche il calo di Forza Italia, che si attesta all’8,2%, mentre Lega mostra un recupero e risale al 7,3%.
Un movimento che però non basta a compensare le perdite complessive della coalizione. Dentro quest’area si segnala anche la crescita di Futuro Nazionale, che arriva ora al 3,7%, il dato più alto registrato finora. Un elemento che, se consolidato, potrebbe avere un peso negli equilibri interni al blocco.
Sul fronte opposto, il quadro è più articolato. Il Partito Democratico sale al 22,3%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi mesi, mentre il Movimento 5 Stelle cresce al 12,7%. Si tratta di segnali positivi per il campo progressista, ma che vanno letti insieme a un altro dato: Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,2%, toccando uno dei valori più bassi da diversi mesi. Questo rende la crescita del centrosinistra meno lineare e quindi distribuita in modo un po’ più disomogeneo. Nell’area centrista non si registrano invece movimenti rilevanti: Italia Viva resta al 2,6%, mentre Azione si mantiene intorno al 3%. +Europa arretra all’1,5%.
Insomma, più che i singoli numeri, come detto, in questa fase sembra contare soprattutto la tendenza: come si vede dalla media dei sondaggi, le distanze tra le aree si stanno gradualmente accorciando e, nel frattempo, il quadro appare sempre meno prevedibile rispetto ai mesi scorsi.

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