Come scegliere il percorso post-diploma
Sul Corriere.it la bussola di Fondazione Studi per orientarsi sui percorsi a maggiore occupabilità.
Dati, numeri e qualche consiglio pratico per orientare i ragazzi alle prese con la scelta del percorso universitario, a poche settimane dagli esami di maturità. È la bussola della Fondazione Studi Consulenti del lavoro, al centro dell’articolo pubblicato su il Corriere.it dal titolo: “Dopo la maturità il coraggio di scegliere: come orientarsi post-diploma tra vocazione, occupabilità e futuro”. Il primo elemento da sottolineare è che investire nell’istruzione universitaria dà ancora i suoi frutti: a un anno dal conseguimento del titolo il tasso medio di occupazione dei laureati è del 78,6% e supera il 90% a cinque anni. Le discipline STEM mantengono il primato con l’88,4% di occupati a un anno e uno stipendio medio netto di 1.624 euro. Primato che non stupisce se si considera che il 64% dei profili STEM è introvabile, con punte del 67% nell’ingegneria industriale, elettronica e dell’informazione. Ottime soddisfazioni anche per chi sceglie l’area medico-sanitaria (85,3% di occupati a un anno) e quella economica (85,2%), caratterizzata da un’elevata versatilità. Laurea, ma non solo: anche gli ITS Academy registrano un tasso di occupazione superiore all’84% a un anno dal diploma e, in molti percorsi tecnologici, prossimi al 90%. «La scelta post-maturità non deve essere una corsa verso il titolo più spendibile, né una fuga verso il sogno più romantico. Deve essere l’incontro tra vocazione personale e opportunità professionale. La vera differenza non la farà soltanto il titolo conseguito, ma la capacità di ciascuno di trasformare il proprio talento in competenza e la propria competenza in valore per la società», ha commentato il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca.
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