SERVE IL RILANCIO DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI
Alberto Oliveti, Presidente Associazione degli Enti Previdenziali Privati: "I professionisti devono ripensare il loro ruolo professionale all'interno della società che sta cambiando".
In evidenza
Alberto Oliveti, Presidente Associazione degli Enti Previdenziali Privati: “I professionisti devono ripensare il loro ruolo professionale all’interno della società che sta cambiando”. L’intervista a Il Giornale d’Italia
Alberto Oliveti, Presidente Associazione degli Enti Previdenziali Privati ha dichiarato a Il Giornale d’Italia:
“É stato un incontro tra le professioni ordinistiche e la politica e l’economia con delle valutazioni importanti di un rapporto importante che si sta consolidando con la politica, di interrelazione e con l’economia che rende sempre più partecipi le casse dei professionisti. Si è concluso con la valutazione che i professionisti, di fronte a un cambiamento che inciderà molto sulle pratiche e sulle etiche, dovranno ripensare il loro ruolo professionale all’interno della società che cambia.
Bisogna far sì che le professioni possano essere motore di sviluppo e di crescita del paese, senza perdere di vista l’esigenze di una protezione sociale che sia inclusiva e che favorisca la coesione perché crediamo molto che l’economia debba estrarre valori, e non condizioni che portino a disequilibri importanti.
Ci aspettiamo di rilanciare il ruolo di professioni intellettuali, di sostenere le previdenze degli iscritti (sapendo che non c’è una buona previdenza se non c’è un buon lavoro sottostante) e che il lavoro va supportato con un welfare adeguato.”
Altre Notizie della sezione
NO AL VINCOLO DI ESCLUSIVITÀ
26 Giugno 2026Diego Catania (Fno Tsrm e Pstrp) lancia una petizione per rendere strutturale l’attività libero-professionale per le professioni del comparto.
RIPENSARE LO SMART WORKING
25 Giugno 2026La libertà del lavoro remoto aumenta autonomia e benessere, ma rischia di amplificare solitudine, sovraccarico emotivo e isolamento
MEDICI DI FAMIGLIA IN CASE DI COMUNITÀ C’È L’ACCORDO
24 Giugno 2026Obbligo fino a 6 ore settimanali, compenso unico nazionale di 38,72 euro l’ora.
