ROSARIO DE LUCA CONFERMATO PRESIDENTE CUP
Il nuovo Comitato punta sull’unità degli Ordini dopo l’approvazione della riforma.
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Il sistema delle professioni ordinistiche sceglie la continuità, ma soprattutto si prepara alla partita decisiva: trasformare la riforma degli ordinamenti professionali appena approvata dal Parlamento in un progetto concreto per il futuro degli Ordini e dei professionisti. Il Comitato Unitario degli Ordini e dei Collegi Professionali (CUP) ha rinnovato i propri vertici per il prossimo triennio, confermando alla presidenza Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Una conferma che non rappresenta soltanto un riconoscimento del lavoro svolto, ma anche un’indicazione precisa sulla linea che il CUP intende seguire fino al 2029: difendere l’unità del sistema ordinistico e rafforzarne il peso nel confronto con Parlamento e Governo.
Al fianco di De Luca sono stati indicati Vito Pace, del Notariato, come vicepresidente; Alessandro Panci, degli Architetti, come segretario; e Maria Antonietta Gulino, degli Psicologi, come tesoriere. Nel Comitato entrano inoltre rappresentanti delle diverse aree professionali, a conferma della volontà di mantenere una rappresentanza ampia e trasversale: Barbara Rosina per gli Assistenti sociali, Vincenzo D’Anna per i Biologi, Gaetano Penocchio per i Veterinari e Roberto Orlandi per gli Agrotecnici, coordinatore dell’Area tecnico-scientifica. Carlo Bartoli, per i Giornalisti, coordinerà l’Area socio-giuridico-economica, mentre Diego Catania, espressione delle Professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, coordinerà l’Area sociosanitaria.
Rinnovato anche il Collegio dei Revisori, composto da Anna Maria Bardone, Domenico De Crescenzo e Nino Savelli.
Ma è soprattutto la riforma delle professioni ordinistiche a rappresentare il banco di prova del nuovo corso. Il Cup, attraverso ProfessionItaliane, ha seguito unitariamente l’iter parlamentare del disegno di legge che interessa quindici Ordini professionali. Un percorso nel quale, secondo De Luca, le professioni hanno dimostrato di essere capaci di superare le rispettive rivendicazioni di categoria per costruire una posizione comune.
È questo il punto politico più significativo. Per anni gli Ordini sono stati spesso costretti a difendersi separatamente, ciascuno concentrato sulle proprie emergenze e sui propri interessi. La nuova stagione che il Cup rivendica punta invece a fare del sistema ordinistico un interlocutore unitario delle istituzioni.
«La nostra è un’Associazione che basa tutto sullo spirito di servizio in favore del sistema ordinistico, a prescindere dai ruoli ricoperti», ha sottolineato De Luca, indicando nell’unità e nella collaborazione la direttrice del prossimo triennio.
Adesso, però, arriva la parte più difficile. Approvare una riforma è una cosa; attuarla è un’altra. E sarà proprio sulla capacità di tradurre i nuovi principi in regole efficaci, moderne e rispettose dell’autonomia degli Ordini che si misurerà il Cup del prossimo triennio.
Il mondo professionale chiede meno burocrazia, maggiore efficienza, regole adeguate alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale, ma anche una tutela più forte della qualità e della competenza. Gli Ordini, dal canto loro, dovranno dimostrare di saper accompagnare questa trasformazione senza perdere la propria funzione di garanzia.
La conferma di De Luca consegna dunque al Cup una responsabilità precisa: fare dell’unità non uno slogan, ma uno strumento di rappresentanza politica. Perché la riforma delle professioni non si esaurisce con il voto parlamentare. Il vero confronto comincia adesso.
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