RIAPERTI I TERMINI ISCO
L'Inps riapre al 31 ottobre i termini per l'indennità destinata ai professionisti della Gestione Separata: requisiti, importi e novità sulle iscrizioni.
In evidenza
L’importo mensile è direttamente collegato ai redditi degli anni precedenti e si colloca all’interno di una “forchetta” che viene aggiornata nel tempo. Per il 2026, l’importo mensile dell’aiuto può oscillare tra un minimo di 255,53 euro e un massimo di 817,69 euro.
Condizioni Generali di Accesso
Oltre al requisito reddituale è necessario:
- Essere titolari di Partita IVA attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda, relativa all’attività che ha dato titolo all’iscrizione previdenziale.
- Essere in regola con i versamenti della contribuzione previdenziale obbligatoria.
- Non essere titolari di trattamenti pensionistici diretti (inclusa l’Ape sociale).
- Non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie (è invece ammessa la compatibilità con l’assegno di invalidità).
- Non essere beneficiari dell’Assegno di inclusione.
Iscrizione alla Gestione Separata: il chiarimento
Un punto cruciale, evidenziato anche nella recente comunicazione della Direzione Centrale Politiche del Lavoro di Confcommercio, riguarda lo status di iscrizione all’INPS, punto su cui Confcommercio professioni aveva posto l’attenzione in precedenza (Consulta il precedente articolo sul sito di Confcommercio professioni al seguente link: Novità INPS su ISCRO e DIS-COLL)
Come chiarito dall’Istituto con il messaggio 1129/2026, l’assenza di una formale iscrizione alla Gestione Separata non blocca l’erogazione della prestazione. Se il professionista è in regola con i versamenti contributivi, l’indennità può essere liquidata. Tuttavia, il richiedente è comunque tenuto a procedere rapidamente per formalizzare la propria iscrizione.
Il limite del triennio: chi resta escluso
L’ISCRO è una prestazione “una tantum” all’interno di un orizzonte temporale specifico: viene infatti riconosciuta solo una volta in un triennio. Pertanto, la domanda per il 2026 non può essere presentata da chi ne ha già fatto richiesta e ne ha fruito (anche solo parzialmente a causa di una decadenza intervenuta in corso d’opera) negli anni 2024 o 2025. Via libera, invece, per coloro che avevano presentato domanda nel biennio precedente ma se la sono vista respingere, o se la prestazione è stata revocata fin dall’origine.
Come presentare la domanda
I liberi professionisti possono inoltrare l’istanza direttamente online. È sufficiente accedere al sito internet dell’INPS autenticandosi con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), oppure farsi assistere dagli operatori chiamando il call center dell’Istituto.

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