Questa flat tax non aiuterà i professionisti
Confprofessioni al Viminale. Per come è impostata, non incentiva la crescita dei professionisti. Dare più forza all'aggregazione professionale: società, studi e associazioni rischiano di essere fagocitati dai colossi del mercato dei servizi
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«Bene la flat tax delle famiglie, ma non lasciamo a metà il lavoro fin qui fatto su professionisti e partite Iva. Bisogna infatti allargare il regime agevolato anche agli studi professionali, associati e società tra professionisti, che finora sono rimasti esclusi dal regime forfetario». È uno dei passaggi chiave toccati da Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, al tavolo convocato al Viminale dal vicepremier Matteo Salvini con le parti sociali. «La flat tax per professionisti e partite Iva si è rivelata di grande interesse per tutto il nostro settore, ma c’è un anello debole che frena gli investimenti, la produttività e l’occupazione delle strutture professionali» ha detto Stella. «Così come impostata, infatti, la tassa piatta non incentiva la crescita dei nostri studi che devono invece diventare più forti e più strutturati per competere sul mercato europeo dei servizi professionali, dominato da colossi che rischiano di fagocitarci. Apprezziamo le misure presentate dal ministro Salvini al tavolo con le parti sociali», conclude Stella, «ma riteniamo che una flat tax estesa ai professionisti che operano attraverso società tra professionisti (Stp) o studi associati (Associazioni Professionali) potrà spingere i nostri professionisti a investire nelle nuove tecnologie digitali, ma anche nello sviluppo di competenze “imprenditoriali” e a dare un nuovo impulso all’occupazione nel nostro settore».
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