PERCHÉ L’ASSENZA DELLE PROFESSIONI ALLE CONSULTAZIONI?
Le domande di Confassociazioni
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“Adesso che il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, ha ottenuto l’appoggio di quasi tutte le forze politiche, possiamo esprimere il profondo rammarico di Confassociazioni per la totale assenza del mondo delle professioni alle consultazioni con il sistema della rappresentanza socio-economica del Paese. Nei giorni scorsi abbiamo deciso di restare in silenzio per non creare distorsioni nel processo di aggregazione del consenso sul nuovo Governo. Ma, superato questo momento, sarebbe importante comprendere se si tratta della disattenzione di qualche solerte, ma scarsamente informato, funzionario oppure di una scelta strategica in cui non si vuole ascoltare il punto di vista di uno dei settori più colpiti dalla pandemia. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il sistema delle professioni è stato colpito dalla gravissima crisi di domanda sia rispetto alle prestazioni non strettamente essenziali, sia per effetto della chiusura di molti dei clienti di riferimento. Pensate ad un tributarista che ha clienti importanti tra alberghi e ristoranti. Un fenomeno che produrrà crisi endemiche di fatturato anche nel 2021 e negli anni a venire, e che non ha avuto ristori adeguati”.
“I dati dei principali Istituti di ricerca dicono che oltre il 50% di partite iva e imprese sotto i 19 dipendenti (il 99% delle 4,3 milioni totali in Italia) prevede una crisi di liquidità straordinaria nel 2021. Molti non riapriranno. Sono a rischio le imprese e le partite iva della fascia micro, quelle che hanno mediamente tra zero e 9 dipendenti. Per il Centro Studi di Confassociazioni il rischio è quello di perdere almeno il 15% delle imprese e il 30% delle partite iva individuali, tra cui moltissime afferenti alle professioni. Con la perdita conseguente di almeno 500mila dipendenti di settore”.
“Per questo chiediamo di comprendere l’assenza alle consultazioni non di Confassociazioni, che pure rappresenta 690 associazioni con 1 milione e 215mila iscritti di cui circa 211mila imprese dei servizi professionali (con 5.1 dipendenti medi), ma di qualsiasi soggetto di rappresentanza di servizi professionali, il sistema nervoso del Paese che supporta l’economia dei dati e della conoscenza. Un mondo che ha prodotto nel 2019 il 9% del PIL a livello di singoli professionisti, e quasi il 21% insieme alle aziende collegate. Non crediamo sia qualcosa da trascurare. Per questo la domanda semplice che rivolgiamo al Presidente incaricato Draghi è: perché questa assenza?”. Lo ha dichiarato in una nota il Presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana.
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