MENO TOGHE AL MINISTERO, PIÙ AVVOCATI
Greco (Presidente Cnf): "Il Cnf disponibile a farsi carico dei compensi per i professionisti"
“Nel nostro Paese esiste un grande corto-circuito costituzionale. I magistrati, chiamati ad applicare le leggi, siedono nell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia, cioè nel posto dove le leggi vengono fatte. Siamo di fronte a una violazione del principio di separazione dei poteri. Per questo motivo, il Consiglio nazionale forense chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio che all’interno dell’ufficio legislativo ci sia un numero adeguato di avvocati ed è disponibile a farsi carico dei compensi da destinare a quest’ultimi che, a differenza dei magistrati, non potrebbero altrimenti contare su una retribuzione propria”,
A lanciare la proposta, in una intervista al Foglio, è Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense (Cnf), che ha fatto parte della commissione nominata dal ministro della Giustizia per l’elaborazione del decreto legislativo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm.
“In commissione – afferma il presidente del Cnf nell’intervista – ho fatto notare che se l’intento fosse stato quello di ridurre i magistrati fuori ruolo soltanto di venti unità non ci sarebbe stato bisogno di una legge del Parlamento. Sarebbe bastata un’indicazione del ministro. Per questa ragione in quella sede ho proposto di ridurre il numero dei magistrati fuori ruolo da 200 a 100, per poi scendere progressivamente fino a 50. In questo modo 150 magistrati sarebbero tornati a lavorare nelle aule di giustizia. La mia proposta, però, è stata bocciata. Sarà forse perché in commissione eravamo soltanto tre avvocati”.
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