MATTEO ZUPPI SCENDE IN CAMPO PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
Alla vigilia del Referendum di marzo, Matteo Zuppi chiede partecipazione e parla di equilibrio tra poteri: un messaggio letto come un invito al "No"
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Cresce il dibattito man mano che ci si avvicina al Referendum del 22-23 marzo. Sul tema è intervenuto il cardinale Matteo Zuppi (Cei), che ha invitato a votare parlando di autonomia e indipendenza dei magistrati, legandole all’equilibrio dei poteri. Non sono in pochi a pensare che il messaggio lanciato da Zuppi suoni come un segnale implicito a favore del “No” alla riforma.
Nel corso dell’apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi è intervenuto sul Referendum di marzo invitando anzitutto alla partecipazione e a un voto informato
Zuppi ha fatto riferimento all’autonomia e all’indipendenza della magistratura come requisiti centrali di un processo giusto. Il cardinale ha inoltre richiamato il tema dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, definito un “lascito” dei costituenti “da preservare”, insistendo sulla necessità di un voto consapevole e sulla cautela rispetto a letture incomplete, invitando a non farsi “irretire da logiche parziali”.
Il cardinale ha aggiunto che “la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Csm” sono temi che “non ci devono lasciare indifferenti”, e ha poi ricordato che contro la riforma sono state raccolte oltre 500 mila firme in pochi giorni.
Cosa prevede la riforma sulla giustizia
La riforma sottoposta a Referendum interviene sull’ordinamento giudiziario con tre cambiamenti principali. Il primo è la cosiddetta “separazione delle carriere”: giudici e pubblici ministeri entrerebbero in percorsi distinti e non comunicanti.
Il secondo riguarda l’autogoverno: al posto di un solo Csm ne verrebbero previsti due, uno per i giudici e uno per i pm, con nuove modalità di composizione che includono forme di sorteggio per alcuni componenti.
Il terzo punto è la disciplina: sarebbe istituita una Corte disciplinare dedicata, separata dai Consigli, incaricata di occuparsi dei procedimenti disciplinari sui magistrati. Al voto del 22 e 23 marzo si risponde con “Sì” per confermare la riforma e con “No” per respingerla. Essendo un Referendum confermativo, non è previsto quorum.
Il dibattito nella Cei
Come riportato da Il Giornale, l’intervento di Matteo Zuppi arriva dopo l’endorsement del cardinale Camillo Ruini per il “Sì” al Referendum sulla giustizia, le cui parole avrebbero rafforzato tra alcuni vescovi l’ipotesi di una presa di posizione per il “No”.
Sembra comunque siano presenti posizioni diverse nell’episcopato e nel Consiglio, con una minoranza più critica verso l’esecutivo e una componente che preferirebbe mantenere una linea meno conflittuale, sebbene ci sia un confronto aperto su quanto esporsi nella campagna del Referendum.
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