LA RIFORMA FORENSE LUNEDÌ IN AULA ALLA CAMERA
Primo sì in Commissione a Montecitorio
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La Commissione Giustizia vota il mandato al Relatore. Superato il primo snodo parlamentare per la riforma che interviene su: segreto professionale, tutele per i giovani avvocati, accesso alla professione, incompatibilità e nuove forme di esercizio.
La riforma modernizza l’intera professione prevedendo nuove forme di esercizio; la disciplina delle società tra avvocati e delle reti professionali; il rafforzamento del segreto professionale; l’allargamento delle incompatibilità; il rinnovamento dell’accesso, con uno sguardo di particolare attenzione ai giovani e alle donne, troppo a lungo esposti alla proletarizzazione della professione; e, infine, per la prima volta offre tutele concrete nel caso di monocommittenza a beneficio soprattutto dei giovani professionisti che esercitavano in una zona grigia priva di protezioni. L’avvocatura italiana meritava una risposta all’altezza della sua storia.
I punti chiave emersi finora sono:
- Tirocinio anticipato: i praticanti potranno iniziare il tirocinio già prima della discussione della tesi, purché abbiano completato tutti gli esami universitari.
- Scuola forense più breve: la durata della formazione obbligatoria scende da 18 a 12 mesi.
- Maggiore accessibilità economica: previste scuole forensi gratuite o agevolate per praticanti con redditi bassi, sulla base di soglie ISEE fissate dal CNF.
- Rafforzamento delle attività riservate agli avvocati: la delega amplia il perimetro della professione includendo consulenza legale continuativa, negoziazione assistita e parte delle attività di mediazione.
- Tutela del segreto professionale e aggiornamento del codice deontologico: il testo rafforza i principi di indipendenza e responsabilità personale dell’avvocato.
- Monocommittenza e collaborazioni continuative: vengono introdotti criteri per garantire autonomia professionale e compensi adeguati ai giovani avvocati che lavorano stabilmente per studi o strutture organizzate.
- Società tra avvocati: si va verso l’obbligo che almeno i due terzi del capitale e dei diritti di voto restino in mano ad avvocati o professionisti iscritti ad albi.
- Ruolo più forte del Consiglio Nazionale Forense: maggiore centralità nella disciplina deontologica e nei regolamenti attuativi.
Restano invece divisivi:
- il tema della “riserva” sulla consulenza legale rispetto ad altre professioni;
- il ruolo dei giuristi d’impresa e degli uffici legali interni alle aziende.
Il testo ora punta al passaggio in Aula nelle prossime settimane
Soddisfatto Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense.
“Il voto della Commissione Giustizia della Camera sul mandato ai relatori del disegno di legge delega di riforma dell’ordinamento forense – rileva Greco – segna un passaggio significativo per l’avvocatura italiana, che attende da anni un intervento organico di aggiornamento della professione. Ringrazio il presidente della Commissione, tutti i componenti, i relatori del provvedimento e il Governo per il lavoro serio e approfondito svolto in questi mesi di confronto e di ascolto dell’avvocatura.
Auspichiamo che, concluso l’esame alla Camera, il provvedimento possa approdare rapidamente al Senato, così da consentire entro il mese di giugno la definizione del percorso parlamentare di una riforma necessaria per rendere l’avvocatura sempre più adeguata ai cambiamenti della società e alle esigenze di tutela dei cittadini”.
Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento forense
- atto camera 2629 “Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento forense” (2629)
iter vedi su camera.it
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