La marcia del sale dei commercialisti
Caos negli adempimenti a seguito della decisione non consegnare i loro F24 il 30 settembre e il 1 ottobre
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Lo sciopero ”è la nostra marcia del sale” è il motto dei sindacati dei commercialisti che si preparano al loro gesto di disobbedienza, paragonando la loro azione alla manifestazione di Gandhi del 1930, che consiste nel rimandare di due giorni (dal 30 settembre al 2 ottobre) il versamento dei loro F24. Daniele Virgillito, presidente dell’Unione dei giovani commercialisti, spiega che la ragione immediata della protesta è “la richiesta di disapplicazione degli indici Isa per l’anno 2018, ma si tratta della goccia che ha fatto traboccare il vaso: sono anni che i commercialisti sono caricati di adempimenti, senza che questi vengano concordati con la categoria. Questa improvvisazione- attacca- danneggia i contribuenti”. Le sigle Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico, con il sostegno del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, spiegano che sono “molteplici” le motivazioni che hanno spinto alla mobiltazione che comunque non avrà conseguenze sui contribuenti. Innanzitutto “il caos creato con gli indici sintetici di affidabilità (Isa) ed il mancato accoglimento della richiesta di disapplicazione degli indici per il 2018 o in subordine della possibilità di renderli facoltativi”. Ma non solo, “il perdurare della costante situazione di caos, con la semplificazione degli adempimenti da tempo promessa da tutte le forze politiche ma mai concretamente attuata e, su tutte, il mancato rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente”. La protesta “si concretizzerà con il mancato invio- spiegano le sigle- dei nostri modelli F24 tra il 30 settembre e il 1 ottobre, protesta che verterà solo sul non pagamento delle nostre imposte, non anche quelle dei nostri clienti. Inoltre, dal 29 settembre al 7 ottobre non parteciperemo ad alcuna udienza nelle varie Commissioni Tributarie”. Sono quattro le richieste al ministro dell’Economia Gualtieri: disapplicazione, o applicazione facoltativa, degli Isa per l’anno 2018; sistematica consultazione, nella formulazione di norme in materia di competenza della categoria, delle sigle sindacali e del Cndcec; concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; osservanza, senza eccezioni, delle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente. “Siamo qui per spiegare le richieste dei commercialisti che verranno fortemente ribadite attraverso lo sciopero. Le nostre richieste non solo riguardano i nostri studi ma tutto il mondo economico”.Lo afferma Maria Pia Nucera di Adc, l’Associazione nazionale dottori commercialisti, “gli Isa sono incompleti e non affidabili – prosegue Nucera -. Anche i dati che preleviamo dall’Agenzia delle entrate non sono corretti. Con forza chiediamo alla pubblica amministrazione, per il primo anno, la disapplicazione o l’applicazione facoltativa”.
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