IL TAR REVOCA IL DECRETO CHE SOSPENDEVA LE NUOVE TARIFFE.
La decisione presa su richiesta del Ministero della Salute.
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Il Tar del Lazio fa retromarcia. Oggi ha revocato il provvedimento con il quale ieri aveva sospeso il nuovo decreto tariffe. Il decreto tariffe è il documento con cui il Ministero della Salute indica la cifra da rimborsare a medici e operatori sanitari che effettuano visite specialistiche ambulatoriali, test diagnostici, o impiantano protesi. Vale sia per il settore pubblico che per quello privato accreditato con il pubblico. Il documento non veniva rinnovato dal 1996.
Centinaia di strutture sanitarie e laboratori di analisi privati accreditati avevano chiesto lo stop del nuovo tariffario perché i rimborsi erano giudicati insufficienti a coprire i costi o, in alcuni casi, inferiori rispetto alla versione del 1996. Il Tar ieri aveva accolto il ricorso, sospendendo l’intero decreto tariffe e lasciando l’intero sistema sanitario italiano nell’incertezza su quali cifre applicare per i rimborsi. In molti casi prenotare visite ed esami ieri e oggi era stato impossibile.
A chiedere al Tar di fare un passo indietro è stato oggi il Ministero della Salute (che a novembre aveva emanato il nuovo decreto flussi), tramite l’avvocatura dello stato. “Preso atto della dichiarata gravità delle conseguenze della sospensione del decreto che determinerebbero il blocco del sistema di prenotazione ed erogazione” dei servizi “con un impatto sulla salute dei pazienti”, il Tar ha quindi deciso di revocare il decreto di ieri, che era stato emanato con una procedura d’urgenza. Il tribunale amministrativo esaminerà comunque la questione nella prossima seduta plenaria, prevista per il 28 gennaio.
In mezzo a questo guado burocratico rimangono i cittadini e i loro bisogni di salute. In molte regioni si stanno registrando diversi problemi, segnalati anche dai medici di famiglia, nella prenotazione di esami e visite. Con il nuovo decreto venivano aggiornate 1.113 tariffe associate alle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica sulle 3.171 che compongono il nomenclatore, ovvero il 35% del totale.
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