I furbetti dell’ecm nel mirino di striscia la notizia
Il monito di Gerry Scotti: «La formazione preoccupa molti pazienti dei medici. Con la salute non si scherza».
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Consulcesi subito in campo con le soluzioni: Formazione a Distanza per superare le criticità dei carichi di lavoro ma serve anche intervento normativo «Con la salute non si scherza, la formazione preoccupa molti pazienti dei medici». Con queste parole Gerry Scotti, popolare conduttore di Striscia la Notizia, ha introdotto un servizio sui medici non in regola con l’obbligo formativo ECM stabilito dalla legge. L’inviato Moreno Morello ha raccontato l’intera questione, prendendo spunto dall’ormai celebre caso del medico di Aosta, sospeso dalla professione proprio perché inadempiente a livello formativo. «Ora che anche Striscia la Notizia ha acceso i riflettori, è il momento delle soluzioni: il Sistema Sanitario nazionale deve confermare la sua eccellenza prendendo le distanze e perseguendo i cosiddetti “furbetti dell’Ecm” che danneggiano tutta la categoria». È il commento di Consulcesi, realtà di riferimento per oltre 100mila medici. Durante il servizio, infatti, il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha sottolineato che circa l’80% dei medici è in regola: «proprio perché parliamo dunque di una minoranza – sottolinea Consulcesi – chi è ancora inadempiente ha il dovere, innanzitutto verso i suoi pazienti ma anche nei confronti dei colleghi, di sanare la propria posizione. Una necessità sempre più stringente anche per mantenere gli standard di eccellenza del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Il servizio di Striscia la Notizia pone una questione importante per la classe medica ed impone una seria riflessione sul meccanismo che regola l’obbligo formativo in Italia – continua Consulcesi -. Si può discutere sui dati, come ben ha fatto il Presidente Anelli, ma non ci si può obiettivamente nascondere davanti alle criticità di un sistema che necessità di un nuovo paradigma per essere veramente funzionale non solo per i pazienti ma anche per gli stessi medici. Ad ogni modo – prosegue la nota di Consulcesi – resta l’esigenza di dare una risposta concreta alle legittime preoccupazioni espresse dalle associazioni dei pazienti che chiedono a gran voce piena trasparenza sul percorso formativo dei professionisti a cui affidano la loro salute. Al contempo poter certificare l’adempimento dell’obbligo costituisce una chiave di volta nel contenzioso medico-paziente e un requisito sempre più essenziale per abbattere i premi assicurativi». Consulcesi invita tutti i medici a regolarizzare la propria posizione e mette a disposizione la sua esperienza a tutte le parti in causa per individuare una soluzione condivisa, anche attraverso un intervento legislativo che restituisca al sistema ECM credibilità e trasparenza, offrendo ai medici gli strumenti più adatti per aggiornare le loro competenze. «In questa ottica la Formazione a distanza (Fad) – concludono da Consulcesi – rappresenta anche la modalità più efficace per superare le oggettive difficoltà legate a tempi e costi della formazione”.
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