Anno: XXV - Numero 110    
Venerdì 21 Giugno 2024 ore 13:00
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Congresso nazionale forense al via

Oggi e domani a Roma la sessione ulteriore del XXXIV Congresso nazionale forense sotto l'alto patrocinio del Parlamento europeo

Congresso nazionale forense al via

Per due giorni quasi mille avvocati, 667 delegati (249 donne e 418 uomini) e 313 congressisti (166 donne e 147 uomini), si confronto su due temi importanti: la salvaguardia del ruolo della Giurisdizione per la tutela dei diritti dei cittadini e la riforma del Codice di procedura penale.

In apertura dell’assise il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. La Sessione ulteriore è dedicata alla difesa degli avvocati “in pericolo” che nel mondo sono sottoposti a persecuzione o condanna e rischiano la vita per la tutela dei diritti e delle libertà. Il simbolo di questa lotta è l’iraniana NasrinSotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e 148 colpi di frusta per il suo costante impegno nella difesa di oppositori politici, giornalisti, donne vittime di violenza domestica e minori.

La dedica non è un atto formale ma, sottolineano gli organizzatori, un impegno a vigilare sulla violazione dei diritti della difesa, sollecitando le istituzioni a intervenire per porre fine a repressioni e persecuzioni contro chi si batte per difendere i più deboli.

Quella per NasrinSotoudeh è una battaglia universale anche nel ricordo, solo per citare due straordinari esempi di estremo sacrificio, dell’avvocato Fulvio Croce o dell’avvocato Giorgio Ambrosoli.

Purtroppo i fatti di cronaca, ancora oggi, indicano che esercitare la professione legale può essere pericoloso anche a “casa nostra”. Per il  presidente del Cnf, Andrea Mascherin la Giurisdizione è sotto attacco.  “Gli avvocati sono ‘cani da guardia’  ha detto Mascherin – a tutela dei diritti fondamentali, perché non venga tracciato un tratto di penna sulle prerogative e sui diritti.

La giurisdizione non è Pil, è la tutela di chi non può.

Non si possono abbattere le soglie si tutela – ha aggiunto –  la  giurisdizione è  sotto attacco culturalmente, non è più oggetto si tutela. Non è accettabile porre un limiti all’accesso al giudice per chi è diverso, per chi è migrante. Non è’ accettabile la campagna di comunicazione di chi ritiene che l’autore di certi reati non abbia diritto ad essere difeso.

Negare la difesa ai più deboli nega il principio di diritto – ha sottolineato -. vediamo presunti autori di reati particolarmente gravi attaccati dai media e dalla politica, affermare che non ha diritto ad essere difeso.

Noi avvocati non siamo processati nei tribunali, ma veniamo processati dai media quando difendiamo certi autori di reato”.

Mascherin ha poi ricordato “l’ambizione di portare l’avvocato in costituzione” e esortati gli avvocati a “non avere paura di fare politica nel senso alto.

Non siamo spettatori nel momento in cui si mette in crisi lo stato di diritto”.

 

 

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