COMMERCIALISTI E MEF: È ANCORA SCONTRO
L’ANC replica con durezza al comunicato Mef di qualche giorno fa, in cui il ministero vantava di aver ascoltato ed accolto le proposte dei commercialisti nel confronto avvenuto il 10 settembre 2020
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Dura replica dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) al comunicato MEF del 10 settembre scorso in cui il ministero definiva positivo l’incontro avvenuto con una delegazione del Coordinamento dei sindacati dei commercialisti (Maria Pia Nucera – ADC, Andrea Ferrari – AIDC, Marco Cuchel – ANC e Matteo De Lise – Ungdcec) oltre che il Presidente del Cndcec Massimo Miani.
In detto comunicato il MEF sottolineava tra l’altro, l’impegno del governo a sostenere un emendamento al decreto agosto (decreto-legge n. 104 del 2020) che consenta ai contribuenti che dovevano versare le imposte entro lo scorso 20 agosto 2020, la possibilità di pagare entro il prossimo 30 ottobre con maggiorazione dello 0,8% ma solo nel caso in cui questi abbiano registrato nel primo semestre di questo stesso anno un calo di fatturato del 33%.
Proroga versamenti al 30 ottobre con maggiorazione: per l’ANC la proposta non è stata ascoltata
Proprio su detto impregno l’ANC ha ritenuto mettere a conoscenza circa il proprio pensiero e la propria posizione. Queste le testuali parole apparse sul comunicato di risposta ANC del 18 settembre 2020 apparso sul proprio sito istituzionale
“Ci sentiamo obbligati a respingere questa affermazione in quanto quello che è previsto negli emendamenti rispecchia la proposta del Mef e non la richiesta da noi formulata sin dalla proclamazione, e ribadite in quella sede rispetto alla moratoria delle sanzioni.
Al tavolo di confronto con il Mef del 10 settembre, e in tutti gli incontri precedentemente tenuti nelle ore precedenti, era stato chiesto di eliminare la discriminante del calo di fatturato del 33% in riconoscimento delle oggettive difficoltà operative incontrate dai Colleghi nel periodo dell’emergenza, e di prevedere, al limite, l’innalzamento della maggiorazione proposta dal Governo dallo 0,8 all’1%, così come già proposto in audizione da parte del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, considerata anche la volontà dello stesso Governo di spostare il termine della moratoria dal 30/09 (nostra proposta) al 30/10”.
Continua, dunque, il botta e risposta anche se con l’auspicio che “in sede di esame parlamentare il Legislatore tenga conto delle istanze formulate dai commercialisti e delle difficoltà che tutti i contribuenti stanno vivendo in questo momento, approvando un testo diverso e più giusto, che accolga la nostra richiesta”, conclude l’ANC.
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