POLIZZE CASA È SCONTRO
L’Int promuove la Pdl di Gusmeli mentre tecnici contrari al decreto.
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L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) mette in primo piano il proprio convinto apprezzamento per la proposta di legge di Gusmeli. C. 2791 sulle polizze catastrofali per la prima casa, presentata lo scorso 15 aprile presso la Sala Salvadori della Camera dei deputati.
La proposta, illustrata dal capogruppo della Lega Riccardo Molinari e dal primo firmatario Alberto Gusmeroli, mira a incentivare la stipula di contratti assicurativi contro calamità naturali ed eventi catastrofali sugli immobili adibiti ad abitazione principale. Tra gli obiettivi centrali, oltre alla tutela del patrimonio immobiliare privato, anche la diffusione di una più solida e consapevole cultura assicurativa tra i cittadini.
Alla conferenza stampa ha preso parte anche il consigliere nazionale dell’INT, Salvatore Cuomo, che ha espresso una valutazione positiva sull’impianto della proposta, sottolineandone la coerenza rispetto alle esigenze di protezione del patrimonio in un Paese dove la copertura assicurativa contro i rischi catastrofali resta ancora estremamente limitata. Cuomo ha inoltre evidenziato come la possibilità, prospettata da Gusmeroli, di inserire la Pdl in uno dei prossimi decreti in discussione potrebbe rappresentare un elemento decisivo per accelerarne l’approvazione.
Nel merito, l’INT pone particolare attenzione al cosiddetto sistema “a incastro” delineato dalla proposta: un meccanismo che, secondo l’Istituto, è in grado di generare benefici equilibrati per tutti i soggetti coinvolti. Il cittadino potrebbe accedere a sconti immediati e voucher per la stipula delle polizze; le imprese avrebbero a disposizione uno strumento di welfare aziendale totalmente deducibile; lo Stato, infine, potrebbe contenere nel tempo la spesa pubblica per la ricostruzione post-eventi calamitosi, grazie a una maggiore diffusione della copertura assicurativa privata.
Il presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, ha confermato il giudizio favorevole sull’iniziativa legislativa, evidenziandone sia la finalità di prevenzione sia l’impatto potenzialmente virtuoso sui conti pubblici. Alemanno ha inoltre ribadito che l’Istituto seguirà con attenzione l’iter parlamentare della proposta, delegando il consigliere Cuomo a mantenere un confronto costante con i parlamentari promotori.
Accanto alla posizione dell’INT, emergono tuttavia valutazioni critiche da parte della Rete delle Professioni Tecniche in merito ad altre misure connesse al tema dei rischi catastrofali. In particolare, la RPT esprime contrarietà all’istituzione del “Ruolo degli esperti assicurativi catastrofali” previsto dal decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, attualmente in fase di conversione.
Secondo la Rete, che rappresenta oltre 500.000 professionisti iscritti agli Ordini e Collegi tecnici, tale previsione rischia di entrare in conflitto con la disciplina ordinistica vigente. Le attività di accertamento tecnico, valutazione strutturale e stima economica dei danni agli immobili rientrano infatti già nelle competenze delle professioni regolamentate. L’introduzione di un albo speciale e di ulteriori requisiti di accesso verrebbe quindi a configurare una duplicazione dei percorsi abilitanti, con possibili criticità anche sotto il profilo della legittimità costituzionale, alla luce dei principi di proporzionalità e ragionevolezza richiamati dalla giurisprudenza.
La RPT sottolinea inoltre che i professionisti iscritti agli Ordini sono già soggetti a obblighi stringenti, tra cui aggiornamento continuo, copertura assicurativa e vigilanza disciplinare, rendendo superflua la creazione di un sistema parallelo. Anche la giurisprudenza della Corte di Cassazione, ricorda la Rete, ha più volte ribadito che le attività tecniche inerenti alla sicurezza e all’integrità degli immobili sono riservate alle professioni regolamentate.
Per questo motivo, nel corso dell’iter di conversione del decreto, la RPT ha avanzato una proposta emendativa articolata in tre punti: il riconoscimento del diritto di iscrizione al nuovo ruolo per i professionisti già iscritti agli Albi; l’introduzione di una clausola di salvaguardia delle competenze ordinistiche; e il richiamo esplicito a tali principi anche nella fase di prima applicazione della norma.
La richiesta al Parlamento è quindi quella di intervenire con correttivi mirati, al fine di preservare la coerenza del sistema delle professioni tecniche e scongiurare sovrapposizioni normative. In questo contesto, mentre l’Int promuove con convinzione strumenti di prevenzione e tutela assicurativa, il confronto tra istituzioni e rappresentanze professionali resta aperto sul delicato equilibrio tra innovazione normativa e rispetto delle competenze consolidate.
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