M5S il rischio di scissione c'è
La vicepresidente del Senato a Huffpost sulla battaglia interna al Movimento 5 stelle, con un consiglio a Giuseppe Conte: "Ascoltare e coinvolgere tutti, è anche nel suo interesse tutelare i nostri valori fondanti e preservare la dialettica interna".
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Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato, esponente del Movimento 5 stelle, non ha dubbi: le uscite contro Beppe Grillo sono state coordinate da chi vorrebbe dare l’ultima spallata al fondatore. Giuseppe Conte? La senatrice glissa, ma manda un avvertimento all’ex premier che con la costituente appena avviata sogna di stravolgere il Movimento fondato dal comico genovese, a partire dall’intoccabile regola dei due mandati.
Domanda. . Senatrice, perché ha parlato di “grillicidio”?
Risposta. Mi hanno molto sorpreso le brusche reazioni alle parole di Beppe, con cui sono d’accordissimo. È giusto discutere di tutto ma allo stesso tempo va preservata la nostra storia e il nostro dna. La costituente del M5s è un processo importantissimo, ma dobbiamo stare attenti a non trasformarci nella brutta copia di un partito qualsiasi.
- Lei ha parlato di “tecnica bullesca” volta ad isolare il fondatore. Ecco: chi vuole isolare Grillo?
- Non mi riferivo a nessuno in particolare. Ci sono state tante uscite, evidentemente organizzate e coordinate, che io ho ritenuto inopportune proprio perché credo che il dibattito interno vada sempre preservato. Nel Movimento ci sono persone che pensano che la nostra identità vada mantenuta e non possono essere escluse dal dibattito.
- Pensa che nel movimento si stia tentando di ridimensionare il ruolo di Beppe Grillo?
- Mi pare evidente.
- È proprio Giuseppe Conte che viene accusato di voler marginalizzare il ruolo del fondatore.
- Non credo, anche perché è nell’interesse di Giuseppe tutelare i nostri valori fondanti e preservare una dialettica interna che non escluda nessuno.
- C’è il rischio di una scissione?
- Il rischio c’è se non si vuole ascoltare e coinvolgere tutti.
- È un consiglio rivolto a Conte?
- Assolutamente sì.
- Tra i “valori fondanti” di cui parla rientra anche la regola dei due mandati?
- Nella democrazia diretta è fondamentale che ci sia un ricambio costante degli eletti. Ma serve anche migliorare la qualità di questi ultimi. In quest’ottica vanno potenziati gli strumenti di formazione e la nostra attrattività verso l’esterno.
- C’è chi, come Stefano Patuanelli, pensa che i due mandati siano una zavorra per il Movimento, soprattutto sui territori. E’ d’accordo?
- Non sono d’accordo, ma sicuramente avremo l’occasione di approfondire visto che il tema dei due mandati ricorre spessissimo tra le proposte che stanno arrivando dalla prima fase della costituente. Poi però spero che il dibattito non si limiti solo a questo.
- Tra i temi della costituente c’è anche la collocazione politica. Il M5s dovrebbe collocarsi più organicamente nel campo progressista?
- I temi che sposiamo rientrano pienamente nell’area progressista, è evidente. Parliamo di giustizia sociale, di diritti fondamentali, di una società più giusta ed equa. Poi è ovvio che le differenze esistono e non vanno nascoste, ma proprio per questo penso che il M5s sia in grado di fare da traino in favore dei temi che portiamo avanti, come il salario minimo e la lotta contro l’autonomia differenziata.
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