Anno: XXVIII - Numero 181    
Giovedì 24 Settembre 2026 ore 13:30
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Come ti manipolo l'elettore e siamo solo all'inizio

La campagna elettorale con data di elezioni non dichiarata è già iniziata.

Come ti manipolo l'elettore e siamo solo all'inizio

La destra moltiplicherà la propaganda facendo leva sulla pancia dei cittadini, la sinistra… sarebbe bello sapere di cosa voglia parlare e quale idea di Paese abbia. Rileggere Gustave Le Bon e George Mosse per capire quali meccanismi muovono il consenso

Attenzione, siamo solo all’inizio. Annunci-manifesto, slogan ed emergenze le più disparate pioveranno a mitraglia da destra, da qui alle elezioni. E più pioveranno più vorrà dire che saremo vicini al voto, pur non avendolo dichiarato. Un incidente per sciogliere le Camere anzitempo è un gioco da ragazzi, è successo svariate volte nella storia della Repubblica. Da destra, sì, perché la sinistra interpreta pars costruens e pars destruens, insomma fa un casino e spesso sbaglia mira e l’elettore si perde. Al di là dell’incomprensibile guerra delle primarie.

Alle destra serve evocare, vellicare, stare a pelo di coscienza. Abolire il bollo (ma solo per un anno e poi chissà); intemerare sui ragazzi stranieri (poi accorgersi che le leggi ci sono già e che poi c’è la Costituzione, meno male che c’è, per cui il pericolo per l’uomo bianco, stando alle ultime anticipazioni sul futuro decreto si riduce a 27mila bambini stranieri); far intendere di voler abolire il canone Rai (senza dire cosa ne sarà della Rai, azienda pubblica e lottizzata, da tutti, ma la destra sa farlo molto meglio). E così via, basta solo attendere e soprattutto capire quanto siamo vicini alle elezioni. Se lo spazio si restringe la propaganda si moltiplica. “Una delle caratteristiche della mentalità popolare è l’estrema credulità – scriveva Gustave Le Bon-. Se la folla elettorale domanda la luna bisogna promettergliela. I politicanti non indietreggiano dinanzi a simili promesse. Durante il periodo elettorale spandete le voci più inverosimili contro il vostro avversario, troverete sempre chi vi crede”. Le Bon era antropologo, sociologo, psicologo tra Ottocento e Novecento. Dedicò la sua esistenza alla fenomenologia dell’uomo e del potere. E nel 1895 scrisse La psicologia delle folle, testo conosciuto in tutto il mondo, studiato dai dittatori, da Stalin a Mussolini a Hitler, anche da Lenin. La variabile tecnologica attuale, l’influenza digitale, non svilisce quelle teorie, anzi, le rafforza. Vedere come sta prendendo il potere la destra sovranista in tutta Europa. Soffiare, prefigurare pericoli quasi sempre stranieri, delimitare, esaltare la gens del posto, evitare se possibile di parlare di soldi, lavoro, salari, diritti. Diritti sì, limitarli, ed esaltare il controllo, la sicurezza, la giustizia personale. E parlare di scuola, istruzione quasi sempre in maniera funzionale a sovranismo, patriottismo, nazionalismo, non della scuola in sé come fonte di conoscenza, cultura, creazione di cittadini consapevoli.

“La civiltà d’un popolo si basa su di un piccolo numero d’idee fondamentali. Da queste idee derivano le sue istituzioni, la sua letteratura e le sue arti. Lentissime a formarsi, sono pure lentissime a scomparire – scriveva ancora Le Bon-. Diventate già da tempo errori evidenti per le menti colte, rimangono per le folle verità indiscutibili e continuano la loro opera nelle masse profonde delle nazioni. Se è difficile imporre un’idea nuova, non meno lo è distruggere un’idea antica. L’umanità sì è sempre aggrappata disperatamente alle idee morte e agli dei morti”. Misticismo, riti sacri, riferimenti a Dio sono i presupposti per credere. E se come diceva Georg Wilhelm Friedrich Hegel tutto ciò che è reale è razionale, lo stesso Hegel diceva anche tutto ciò che è razionale è reale. Il passo della Storia era il disegno dello spirito del mondo (Weltgeist). Il destino titanico, l’aura mistica, il riferimento al divino, in missione per conto di Dio. Valori ancestrali e infine trascendenti dentro alla fenomenologia delle folle che George Mosse chiamerà masse, passando dalla soggetivazione passiva a quella attiva, ma attingendo in linea diretta alla Psicologia per il suo La nazionalizzazione delle masse e Le origini culturali del Terzo Reich, l’analisi filosofica, religiosa e storica più potente mai scritta per spiegare l’ascesa del Nazismo. Scriveva Mosse: “I nazisti e gli altri capi fascisti puntavano, sì, sulla efficacia della parola, ma perfino in questo caso i loro discorsi adempivano più a una funzione liturgica che a costituire un’esposizione didascalica dell’ideologia. La parola detta si integrava con i riti culturali e, in realtà, quello che veniva detto finiva per diventare meno importante dello scenario e dei riti che facevano da contorno al discorso”. Gustave Le Bon affermava più o meno la stessa cosa: “La più chiara impressione riportata dai miei lontani viaggi nei più diversi paesi, è che ogni popolo possiede una costituzione mentale altrettanto fissa quanto i suoi caratteri anatomici, e da cui derivano i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue istituzioni, le sue credenze e le sue arti. Tocqueville ed altri illustri pensatori hanno creduto di trovare nelle istituzioni dei popoli la causa della loro evoluzione. Invece io sono persuaso, e spero di dimostrarlo, che le istituzioni hanno per l’evoluzione delle civiltà un’importanza ridottissima. Sono quasi sempre effetti, e molto raramente cause”. 

Siamo naturalmente consapevoli tutti che gli input moderni sono centinaia di migliaia ogni giorno. Ma la reazione passiva, involontaria, l’introiezione del messaggio passa da quel che ereditiamo da secoli (se non ci dotiamo di strumenti culturali utili a contrastarlo) e resta sempre vero, traslando dalla Genetica alla Psicologia e alla Sociologia che l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. Una volta si parlava di spin doctor. Il magistrale libro di Wanda Marra, giornalista del Fatto, Vendere un’idea, Marsilio, su come lo staff di Matteo Renzi costruiva e veicolava verità vere o presunte, post verità, scenari apologetici intorno alla figura del leader, rischia oggi di essere ancora utile, ma un po’ datato. I meccanismi si sono moltiplicati, sono arrivate le Bestie e le penetrazioni dentro al nostro mondo digitale di potenze oscure o nemmeno tanto, a partire dalla Russia. E l’Intelligenza artificiale a guidarci, quando presumiamo di governarla, invece. Lo stesso Trump ha costruito il suo potere facendo leva su una macchina propagandistica infernale, per noi, per gli elettori. A partire dal complottismo (leggere la newsletter di Pietro Salvatori su questo giornale, Occam,  per meglio intendere la complessità del mondo in cui rimbalziamo spesso inconsapevoli ogni giorno). 

Se siano i manipolati o i manipolatori a cercarli segnalo un dato che lascia forse il tempo che trova, ma forse anche no. Nella classifica dei libri più venduti su Amazon ce ne sono due che riguardano ciò di cui stiamo parlando. A partire dalla Psicologia delle folle, fino a Influenzare le masse: Le tecniche psicologiche con cui poche persone hanno imparato a guidarne miliardi, di Klaus Brenner, che proprio da Gustave Le Bon parte. Solo una segnalazione per rimanere svegli e vigili.

di  Fabio Luppino su Huffpost

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