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Processo telematico obbligatorio per i ricorsi notificati e depositati dal 1° luglio

Damascelli (presidente Uncat): “Partecipazione degli avvocati tributaristi al forum Mef-professioni sulla giustizia tributaria e monitoraggio nell’avvio del PTT”

Processo telematico obbligatorio per i ricorsi notificati e depositati dal 1° luglio

A un mese dall’entrata in vigore della obbligatorietà del processo tributario con modalità telematiche è arrivato un chiarimento da Fiorenzo Sirianni, direttore della Giustizia tributaria del Ministero dell’Economia, nel corso dell’evento formativo/informativo organizzato da Uncat-Unione nazionale degli avvocati tributaristi- dal titolo “Il Processo Tributario Telematico”. L’obbligatorietà, per i professionisti e per l’Agenzia delle Entrate, del processo tributario telematico scatterà per i ricorsi notificati (e depositati) dal 1° luglio. Così deve intendersi la norma contenuta nel decreto legge 119/2018 (articolo 16, comma 5) che contiene la disciplina della obbligatorietà del processo telematico tributario. Non sarà invece obbligatorio ricorrere al PTT per i ricorsi notificati prima della data del 1° luglio, pur se depositati dopo. L’incontro si è tenuto a Bari e in collegamento con tutte le 17 sezioni della Scuola di Alta Formazione e Specializzazione dell’Avvocato Tributarista, in occasione della lezione settimanale del master di Alta Formazione e Specializzazione. Sono intervenuti, tra gli altri, la vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, Angela Tomasicchio, e i rappresentanti delle Associazioni dei magistrati tributari.  “L’avvocatura specialistica è pronta a contribuire, con il digitale, a realizzare maggiore efficienza nel processo tributario. I dati dimostrano come gli avvocati siano la categoria professionale che, più delle altre ammesse alla difesa tecnica, ha aderito alla fase sperimentale dei depositi on line. Tuttavia non possiamo perdere di vista quello che è lo scopo precipuo del processo tributario: accertare l’esistenza effettiva e la giusta misura del debito tributario dei cittadini. Il PTT, dunque, per dispiegare i veri e benefici effetti nell’ordinamento, dovrebbe accompagnarsi ad una riforma della giustizia tributaria che garantisca la professionalità, terzietà e imparzialità dei giudici tributari”, afferma il presidente Uncat Antonio Damascelli. Con riguardo specifico all’avvio del PTT, Damascelli evidenzia che l’avvocatura specialista richiede un monitoraggio attento e la disponibilità del MEF a rivedere norme e prassi ove queste si dimostrassero inefficaci. “Sarebbe opportuno che l’avvocatura specialistica e Uncat come associazione maggiormente rappresentativa partecipasse al forum annunciato dal MEF proprio sul Processo Tributario Telematico”. In merito Fiorenzo Sirianni ha dichiarato che “il forum PTT costituisce l’occasione per incontri periodici con gli attori del processo tributario al fine di concordare insieme modifiche e integrazioni volte ad agevolare la costituzione in giudizio con modalità digitali. Il forum è anche la sede naturalmente deputata alla definizione degli aspetti tecnici necessari per l’avvio della udienza a distanza, istituto atto ad agevolare l’organizzazione degli operatori del settore.” Gianni Di Matteo, consigliere nazionale Uncat, ha evidenziato alcune criticità allo stato attuale: l’attestazione di conformità di atti e documenti diversi dalla procura a cui sarebbero tenuti gli avvocati; e la interpretazione autentica della norma sulla scelta del rito nel regime facoltativo. “Interessante l’ipotesi delle udienze a distanza, ma occorrerà verificare la regolamentazione in concreto”, ha specificato.

I Dati. Secondo i dati della Giustizia tributaria aggiornati al 30 marzo, nel quarto trimestre 2018 il 57% degli atti processuali collegati alle controversie pervenute nei due gradi di giudizio è stato depositato utilizzando il canale telematico. In dettaglio, nel periodo sono stati inviati telematicamente il 23% degli atti introduttivi, il 49% delle controdeduzioni e il 65% degli altri atti processuali.

 

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