Anno: XXI - Numero 239    
Venerdì 27 Novembre 2020 ore 16:00
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L’arretrato civile continua a crescere

Anf, Urge una terapia d’urto subito

L’arretrato civile continua a crescere

 “Il Ministero della Giustizia ha presentato un progetto ad hoc destinato al Recovery Fund, ma i tempi di materiale erogazione dei fondi europei si allungano e l’urgenza sull’arretrato civile è il presente. Mentre l’aumento del numero dei procedimenti civili al 30 giugno 2020 (sono 3.321.149), dopo il primo lockdown, era prevedibile, i numeri delle cause a rischio “legge Pinto” continuano a crescere indipendentemente dalla situazione emergenziale della primavera scorsa. Servono risorse, fondi e un’organizzazione più manageriale del lavoro, subito, per non fare tracimare la situazione e ritrovarci a rincorrere le raccomandazioni che l’Unione Europea ha rivolto all’Italia per poter accedere agli aiuti del Recovery Fund”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“I numeri – continua Pansini – parlano chiaro: a giugno del 2019, in cassazione pendevano 77.289 procedimenti ultra-annuali: al 30 giugno 2020 sono 84.965. Dinanzi alle Corti di Appello, i procedimenti ultra-biennali erano 101.930 al 30.6.2019 mentre al 30.6.2020 sono 100.297. Infine, dinanzi ai tribunali, al 30.6.2019 i procedimenti ultra-triennali erano 351.699, al 30.6.2020 (dopo una considerevole flessione – 337.740 – dell’ultimo trimestre 2019) sono 352.911”.

“Il nostro Paese – aggiunge Pansini – da diversi anni cerca di far fronte al problema dei tempi della giustizia civile, ma questi stessi dati mostrano un’oggettiva difficoltà a gestire l’arretrato pur nella consapevolezza che i rapporti ministeriali dal 2014 in poi hanno sempre individuato nella definizione dell’arretrato la principale criticità della giustizia civile in Italia. Stupisce che ancora oggi nessuno si sia preoccupato, una volta per tutte, di concentrare l’attenzione sulle cause di questo andamento sempre crescente dei procedimenti a “rischio Pinto””.

“È evidente che qualcosa si inceppa nella gestione e trattazione dei procedimenti in entrata, da una parte, e di quelli che sono sul punto di superare la soglia temporale stabilita dalla legge Pinto, dall’altra. Oggi più che mai occorre intervenire con prontezza; il dato dell’aumento dei procedimenti civili complessivamente pendenti registrato al 30 giugno 2020 suona come un campanello d’allarme e, in attesa dei fondi europei destinati alla giustizia, serve un approccio mirato sulle cause che danno origine alle criticità, così rassicurando i cittadini sul loro diritto ad una giustizia efficiente e di qualità” – conclude Pansini.

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