Gip collegiale, Costa sfida l’Anm: «Serve contro gli abusi cautelari»
Il capogruppo di Forza Italia replica a Tango: «Le resistenze sono dei pm, leggano i numeri sulle ingiuste detenzioni».
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Il Gip collegiale divide politica e magistratura. Dopo l’allarme lanciato dall’Anm sui possibili rallentamenti nell’adozione delle misure cautelari, soprattutto nei procedimenti per mafia e codice rosso, arriva la replica di Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che difende la riforma e accusa l’Associazione nazionale magistrati di muoversi dentro una logica di resistenza corporativa.
Per Costa, il nuovo modello non è un ostacolo all’efficienza della giustizia, ma una garanzia necessaria contro l’abuso della custodia cautelare. «Il gip collegiale è essenziale per scongiurare l’abuso di custodia cautelare e deve essere necessariamente introdotto», afferma il deputato azzurro, commentando le parole del presidente dell’Anm Giuseppe Tango in audizione davanti alle commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato.
Tango aveva avvertito che il Gip collegiale potrebbe provocare «danni enormi» sotto il profilo del rallentamento delle misure cautelari, per loro natura urgenti, con il rischio di paralizzare soprattutto i tribunali piccoli e medio-piccoli. Costa rovescia la prospettiva e sostiene che proprio la collegialità serva a rendere più rigorosa la valutazione delle richieste cautelari avanzate dalle procure.
«Le posizioni dell’Anm sono figlie delle resistenze dei pm che vorrebbero vedersi accogliere in modo automatico le richieste cautelari, come accade nella stragrande maggioranza dei casi», afferma il capogruppo di Forza Italia.
Secondo Costa, la riforma non modifica i presupposti per applicare la custodia cautelare, ma incide sul modo in cui quelle richieste vengono esaminate. «Con il gip collegiale non cambiano i presupposti per la custodia cautelare, ma potranno essere meglio valutate e ponderate le motivazioni addotte dall’accusa, analisi che oggi, causa anche la debolezza del Gip monocratico rispetto alla Procura, non avviene».
Il punto politico indicato da Costa è quello delle ingiuste detenzioni, tema da sempre centrale nella battaglia garantista di Forza Italia. Il deputato invita l’Anm a guardare ai numeri delle persone finite in carcere o private della libertà e poi risultate innocenti.
«Invito l’Anm a leggere i numeri sulle ingiuste detenzioni, che sono vite di innocenti che hanno perso ingiustamente la libertà, per mettere da parte le logiche corporative e comprendere le ragioni di questa imprescindibile novità normativa», aggiunge Costa.
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