Famiglia nel bosco, il Tribunale apre al ritorno dei figli.
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila accoglie l’istanza: percorso progressivo sotto il controllo dei servizi sociali.
In evidenza
Via libera al ricongiungimento della cosiddetta «famiglia nel bosco», ma attraverso un percorso graduale e monitorato dai servizi sociali. È quanto ha deciso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, sciogliendo la riserva sull’istanza depositata il 25 giugno dalla difesa dei genitori.
Il provvedimento non determina, almeno sulla base delle informazioni finora disponibili, un ritorno immediato e senza condizioni dei tre bambini. Il riavvicinamento al nucleo familiare dovrà avvenire progressivamente, secondo tempi e modalità definiti sotto il controllo dei servizi competenti.
La vicenda era cominciata il 20 novembre 2025, quando i tre fratelli erano stati allontanati dal casolare isolato nel quale vivevano con i genitori, nella campagna di Palmoli, in provincia di Chieti.
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva sospeso la responsabilità genitoriale e affidato i bambini ai servizi sociali, disponendone la collocazione in una struttura protetta. La decisione era stata assunta dopo una valutazione complessiva delle condizioni abitative, educative, sanitarie e di socializzazione.
La vicenda, trasformata rapidamente in un caso nazionale, ha alimentato un confronto acceso tra chi ha considerato l’intervento necessario per tutelare i minori e chi ha accusato le istituzioni di avere adottato una risposta sproporzionata rispetto alle criticità riscontrate.
Il passaggio decisivo verso il ricongiungimento è maturato dopo il deposito della consulenza tecnica d’ufficio, avvenuto il 7 giugno. Il documento ha fornito al Tribunale una nuova valutazione del rapporto tra i bambini e i genitori e delle condizioni necessarie per procedere alla ricomposizione del nucleo.
Il 25 giugno l’avvocato Simone Pillon ha quindi presentato un’istanza di 99 pagine. La difesa ha sostenuto che fossero emersi elementi nuovi e fatti sopravvenuti capaci di modificare il quadro sul quale erano stati fondati i precedenti provvedimenti.
Tra gli aspetti richiamati figuravano la disponibilità di un’abitazione nel centro di Palmoli, il percorso di sostegno alla genitorialità intrapreso dalla coppia, la collaborazione con i servizi e la situazione scolastica dei tre minori.
Il 7 luglio i bambini sono stati ascoltati in audizione protetta. Le loro dichiarazioni sono così entrate direttamente nel materiale sottoposto alla valutazione del collegio, nel rispetto delle cautele previste per l’ascolto dei minori.
Al fascicolo è stata acquisita anche una nuova relazione della Neuropsichiatria infantile dell’Asl Lanciano Vasto Chieti. Secondo quanto riferito dalla difesa, il servizio pubblico avrebbe evidenziato la necessità clinica di ricostruire gradualmente una consuetudine familiare e affettiva.
Il contenuto della relazione ha rappresentato uno degli elementi utilizzati per sostenere la richiesta di rientro presentata dai genitori. Le indicazioni cliniche non comportavano necessariamente un ricongiungimento immediato, ma prospettavano un percorso progressivo e accompagnato.
Un’impostazione che sembra trovare riscontro nella decisione assunta ora dal Tribunale: il ritorno alla vita familiare dovrà avvenire per tappe, con verifiche sull’andamento del rapporto tra genitori e figli e sulla capacità degli adulti di rispettare gli impegni assunti.
Un ulteriore elemento è stato fornito dal Comune di Palmoli. La famiglia ha trasferito la residenza in un’abitazione messa gratuitamente a disposizione dall’amministrazione comunale, superando così, secondo la difesa, le precedenti criticità abitative.
Il 19 luglio il Comune ha inoltre comunicato il rilascio definitivo del permesso necessario per costruire una nuova casa. Il progetto non equivale a un’abitazione già realizzata, ma costituisce un elemento inserito dalla difesa nel quadro delle prospettive di stabilizzazione del nucleo.
Il giorno successivo sono scaduti i termini per il deposito dell’ultimo atto difensivo. Da quel momento il Tribunale è stato chiamato a pronunciarsi sull’istanza di ricongiungimento.
Il 7 agosto Pillon aveva presentato un sollecito, chiedendo che la decisione arrivasse prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Il legale aveva richiamato la necessità di costruire in tempi brevi una «routine familiare conciliante», secondo le indicazioni attribuite agli specialisti del servizio pubblico.
La decisione è arrivata dopo oltre un mese dalla scadenza dei termini difensivi. Il Tribunale ha accolto la prospettiva del ricongiungimento, subordinandola però a una progressione controllata.
Altre Notizie della sezione
Giustizia penale, dopo il referendum si apre una nuova sfida
31 Agosto 2026A Radio Radicale il confronto tra politica, magistratura, avvocatura e università ridisegna scenari, nodi e prospettive della giustizia penale italiana.
Csm, indipendenti solo sulla carta
31 Agosto 2026Toghe e doppia morale: indipendenti da cosa? Al Csm il correntismo cambia nome ma non volto.
Senza avvocato non c’è giustizia
31 Agosto 2026Condannato dopo essersi difeso da solo, Clarence Gideon ricorse dal carcere. I giudici gli diedero ragione: senza un avvocato non c’è un processo equo.
