Anno: XXVIII - Numero 82    
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Assemblea straordinaria Ucpi Roma, 23 maggio 2026

L’Assemblea straordinaria dell’Ucpi rappresenta un momento di particolare rilevanza per l’avvocatura penalista, chiamata a interrogarsi sul futuro della giustizia penale all’indomani del referendum costituzionale.

Assemblea straordinaria Ucpi Roma, 23 maggio 2026

Non si tratta soltanto di un’occasione di confronto interno, ma di un passaggio cruciale per ridefinire il ruolo della difesa nel sistema processuale e per riaffermare i principi fondamentali dello Stato di diritto.

Il referendum ha riacceso il dibattito su temi centrali quali la separazione delle carriere, l’equilibrio tra accusa e difesa e l’indipendenza della magistratura. In questo contesto, l’Ucpi si propone come luogo privilegiato di riflessione critica, capace di andare oltre le contrapposizioni ideologiche per individuare soluzioni concrete e coerenti con i valori costituzionali.

La riforma della giustizia penale non può essere affrontata in modo frammentario o emergenziale. Occorre una visione organica che tenga conto delle garanzie dell’imputato, dell’efficienza del processo e della tutela delle vittime. L’avvocatura penalista, forte della propria esperienza quotidiana nelle aule di giustizia, ha il dovere di contribuire attivamente a questo percorso, proponendo modelli che assicurino un giusto processo, nel rispetto del contraddittorio e della parità delle parti.

L’Assemblea straordinaria si configura dunque come uno spazio di elaborazione e proposta, in cui analizzare gli esiti del referendum e valutare le prospettive di riforma. Il confronto tra gli iscritti, arricchito dal contributo della dottrina e della società civile, può rappresentare un punto di partenza per un rinnovato impegno nella difesa dei diritti fondamentali.

In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni, l’Ucpi è chiamata a riaffermare la centralità della funzione difensiva e a promuovere una cultura della giustizia fondata sulla legalità, sull’equilibrio e sul rispetto delle garanzie. Solo attraverso un dialogo serio e costruttivo sarà possibile delineare una riforma che non sia solo tecnica, ma autenticamente giusta.

 

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