Bisogna pensare a risarcire gli errori dei Pm
Così, in un’intervista al Messaggero, il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
In evidenza
“Bisognerà pur pensare a risarcire le persone che finiscono nella graticola giudiziaria per anni, perdendo la salute, i risparmi, e magari il posto di lavoro, perché qualche Pm non ha riflettuto sulle conseguenze della sua iniziativa avventata e, in questo caso, incomprensibilmente limitata a un ministro solo”. Nordio, prendendo spunto dall’assoluzione del vicepremier e ministro Matteo Salvini al processo Open Arms. Secondo il guardasigilli “come la magistratura dev’essere indipendente dalla politica, così quest’ultima deve esserlo dalla magistratura. Auspico, nello stesso interesse della magistratura, che ogni sua inchiesta venga considerata assolutamente ininfluente nell’ambito politico”.
Ecco perché, a suo dire, la separazione della carriere serve per “garantire la terzietà del giudizio”, spiegando che “entro l’estate dovremmo avere la doppia lettura” anche se “difficilmente ci saranno i due terzi, quindi si andrà a referendum. E me lo auguro: se ci fossero i 2/3, vista la malizia politica, qualcuno potrebbe insinuare accordi sottobanco. Mentre con il referendum saranno i cittadini a decidere”.
Secondo Nordio la riforma della giustizia “sicuramente è quella che ha più possibilità di arrivare in fondo e nei tempi più rapidi”. Poi aggiunge: “Questa è la riforma Nordio-Meloni, e lo rivendico”. Quanto a un possibile sciopero dei magistrati, secondo il ministro “sarebbe di una gravità assoluta e il governo non cederebbe di un centimetro. Non è un colpo di Stato pensare di varare una riforma costituzionale secondo le procedure fissate dalla stessa Costituzione”.
Italpress
Altre Notizie della sezione
Trump ha tradito l’Occidente.
16 Ottobre 2026Intervista all'ex ambasciatore italiano in Ucraina (2021-2024) Francesco Zazo.
Il Csm ora scopre di doversi difendere dai suoi “difensori”
13 Ottobre 2026Dalla nomina dell’aggiunto a Bologna alle polemiche sulle mafie al Nord: l’autonomia di Palazzo Bachelet vale di fronte alla politica, ma diventa una colpa se scontenta gli ambienti militanti.
La legge elettorale è correggibile: la Corte potrebbe intervenire
12 Ottobre 2026Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare dem: «Le correzioni auto-applicative della Consulta possono agevolmente intervenire prima del voto che è razionale immaginare per maggio-giugno»
