Anno: XX - Numero 176    
Martedì 22 Ottobre 2019 ore 16:00
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Tav: il "SI" era scritto nel "Contratto di Governo del Cambiamento".

Come si prende in giro il popolo

Tav: il

Il compianto prof. Tullio De Mauro, linguista e accademico, sosteneva che il 70% degli italiani non capisce o ha difficoltà di comprensione di un testo semplice. Ci viene in mente questa considerazione a proposito del Tav, il treno Torino-Lione, il cui “SI” al progetto era già scritto nel “Contratto di Governo del Cambiamento”, sottoscritto dal M5S e dalla Lega. Infatti, nel capitolo dedicato ai trasporti, si legge:

“La ferrovia dovrà essere in grado di rivestire nuovamente il ruolo di principale sistema di trasporto ad alta densità perché, attualmente, rappresenta l’unica soluzione di mobilità sostenibile per le medie e lunghe percorrenze, contribuendo ad alleviare i problemi di congestione dei pendolari, di sicurezza e di evidente pressione ambientale.” Dunque, si alla ferrovia, cioè al treno, ovvero al treno Torino-Lione, vale a dire al Tav, che trasferisce sul treno, merci e passeggeri, ora trasportate con tir e auto sull’autostrada del Frejus, con problemi di sicurezza e pressione ambientale. Se qualcuno avesse dubbi, aggiungiamo la parte del “Contratto” relativa al Tav:

“Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia.”

Dunque, il governo lega stellato si “impegna”, il che è una promessa fatta senza alcuna formale assicurazione, proprio perché quella assicurazione non poteva essere garantita, legata come era alla revisione dell’accordo Italia-Francia, e come la pensasse la Francia era noto da tempo. Il “NO” al Tav non esiste in nessuna parte del “Contratto di Governo del Cambiamento.” Il “Contratto” porta la firma di Luigi Di Maio, che ha preso in giro i propri elettori. Così è stato per l’euro, l’Europa, l’Ilva, il Tap, i cacciabombardieri F35, l’immunità  parlamentare, i condoni, ecc.

E c’è qualcuno che ancora gli crede.

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