No al terzo mandato
Mga richiama Cnf e Governo.
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La Corte costituzionale ha riaffermato che il divieto di terzo mandato consecutivo è principio generale dell’ordinamento, vincolante anche per le autonomie speciali. Tale limite discende dagli articoli 1 e 97 della Costituzione, che fondano la temporaneità del potere e l’alternanza delle cariche come garanzia di democrazia e buon andamento delle istituzioni. Il potere che si replica su sé stesso, senza interruzione, cessa di essere funzione e diventa possesso.
Alla luce di ciò, la scelta del Consiglio Nazionale Forense di introdurre, senza legittimazione congressuale e a lavori conclusi, la possibilità di un terzo mandato per i propri vertici — poi recepita dal Governo nella bozza di legge delega — rappresenta per MGA un atto di grave arroganza istituzionale e un’aperta contraddizione con i principi costituzionali.
È motivo di sincero stupore che proprio un organo composto da giuristi, chiamato a presidiare la legalità e la coerenza dell’ordinamento, si renda protagonista di una violazione tanto evidente di un principio cardine della Repubblica e della cultura giuridica italiana.
L’autonomia dell’ordinamento forense non significa indipendenza dal diritto costituzionale: è libertà di autogoverno entro i limiti della Repubblica, non contro di essa. Il primo di quei limiti è il tempo. Nessun potere, in uno Stato democratico, può rendersi perpetuo.
Mga – Sindacato Nazionale Forense ribadisce la propria ferma opposizione a ogni tentativo di cristallizzare le cariche istituzionali dell’avvocatura e richiama il CNF e il Governo al rispetto dei principi costituzionali che regolano rappresentanza e responsabilità. Difendere la Costituzione significa difendere la libertà e la dignità della professione forense.
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