Lo stato dell'Avvocatura italiana.
Direi penoso e senza futuro
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Ieri alla inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione Maria Masi, Presidente del CNF, ha delineato un quadro deprimente.” Ebbene, il bilancio e la sua valutazione, purtroppo, non possono essere che negativi, e quel che più preoccupa, o sarebbe meglio dire angoscia, è la cupa prospettiva del nuovo anno giudiziario che oggi inauguriamo.
L’Europa, che per la prima volta (e speriamo non unica) sta finanziando, con ingenti risorse, il nostro Paese, ci ha chiesto e ci chiede una giustizia efficace ed efficiente. In nome dell’efficacia e dell’efficienza, elementi indefettibili per un processo celere ma giusto, abbiamo sacrificato garanzie, principi e ora anche la certezza del diritto applicabile, a scapito, naturalmente, della tutela delle persone.”
Sul versante previdenziale poi le cose vanno ancora peggio: Cassa Forense ha segregato l’articolato della riforma che però accentuerà la divisione tra i pochissimi ricchi e i moltissimi poveri.
Qualcuno dice che la politica vuole sbarazzarsi dell’avvocatura perché molesta. Può darsi sia cosi Certamente la cittadinanza avrà un danno enorme ma , nel regime imbecillocratico teorizzato già nel 1850 da F. Bastiat, si capirà solo alla fine.
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