L’Europa di von der Leyen alza il muro dell’indipendenza
Difesa, competitività, Ucraina, Cina, intelligenza artificiale e alleanze: la Commissione indica la strada per una Ue più autonoma.
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L’Europa deve imparare a fare da sé. È questo il filo conduttore del Discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato oggi da Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo di Strasburgo. Un intervento che mette al centro una parola destinata a segnare l’agenda comunitaria dei prossimi mesi: indipendenza. Non isolamento, ma capacità dell’Unione di decidere e agire senza dipendere eccessivamente da altri per sicurezza, energia, tecnologia, materie prime e difesa. La Commissione presenta questa impostazione come risposta a un contesto internazionale diventato più instabile e competitivo.
La presidente della Commissione parte dalla sicurezza. La guerra in Ucraina resta uno dei principali nodi strategici per l’Unione, mentre la pressione sulla sicurezza europea rende necessario rafforzare le capacità di difesa dei Paesi membri. Il tema non viene quindi più affrontato soltanto come questione militare, ma come parte di una più ampia strategia di autonomia europea.
Al centro c’è anche la competitività dell’economia europea. Von der Leyen lega la capacità dell’Europa di sostenere il proprio modello sociale alla crescita della produttività, agli investimenti, alla semplificazione delle regole e alla riduzione delle dipendenze strategiche. La Commissione, secondo l’analisi dell’European Parliamentary Research Service, ha posto la competitività al primo posto tra le sette priorità del mandato e ha annunciato 423 iniziative, con 211 riconducibili alla prima priorità.
Altro capitolo decisivo è quello dei rapporti con la Cina. Von der Leyen ha definito insostenibile lo squilibrio commerciale dell’Unione, ricordando che nel 2025 il deficit europeo nello scambio di beni con Pechino è arrivato a circa un miliardo di euro al giorno. La Commissione punta quindi a riequilibrare i rapporti utilizzando gli strumenti commerciali disponibili, mantenendo aperto il dialogo ma indicando la necessità di risultati concreti.
Sul fronte internazionale, il passaggio politicamente più significativo riguarda il Canada. Von der Leyen ha proposto di portare la relazione con Ottawa a un livello nuovo, aprendo la strada alla possibilità che il Canada diventi il primo Paese associato all’Unione europea. Una partnership destinata, nelle intenzioni della Commissione, a rafforzare la cooperazione su commercio, energia, materie prime, tecnologia e sicurezza.
L’altra grande partita è quella dell’intelligenza artificiale. La Commissione vuole accompagnare lo sviluppo tecnologico europeo con strumenti capaci di governarne i rischi. Il tema non è più soltanto quello della regolazione dell’intelligenza artificiale, ma della capacità dell’Europa di mantenere un ruolo autonomo in una delle trasformazioni industriali e tecnologiche più importanti degli ultimi decenni.
Anche il clima resta nell’agenda europea. Von der Leyen ha ribadito la necessità di mantenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, affiancandoli però a una maggiore capacità di adattamento agli eventi climatici estremi. Le recenti ondate di calore e gli incendi che hanno interessato diverse zone dell’Europa vengono indicati come un ulteriore elemento di pressione sulle politiche comunitarie.
Sul piano sociale, la Commissione continua a legare competitività e protezione dei cittadini. La sfida indicata da von der Leyen è quella di finanziare il modello sociale europeo attraverso una maggiore crescita, senza lasciare indietro lavoratori e famiglie. Casa, competenze, assistenza e accesso alle opportunità restano quindi parte integrante della strategia europea.
C’è poi il capitolo delle frontiere e delle migrazioni, destinato a produrre un confronto politico tra gli Stati membri e all’interno del Parlamento europeo. La Commissione intende rafforzare gli strumenti europei per affrontare situazioni di pressione improvvisa alle frontiere e per rendere più efficace la gestione delle emergenze migratorie. Il tema si inserisce nel più ampio progetto di rafforzamento della sicurezza esterna dell’Unione.
Infine, un capitolo riguarda la vita quotidiana e il rapporto tra cittadini e nuove tecnologie. Tra le proposte annunciate figura anche una stretta sull’accesso dei minori ai social network, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei più giovani nell’ambiente digitale.
Il messaggio complessivo di von der Leyen è dunque quello di una Unione chiamata a diventare più capace di decidere e di agire. La Commissione prova a tenere insieme sicurezza, industria, tecnologia, difesa, ambiente e protezione sociale dentro una stessa strategia: ridurre le dipendenze senza rinunciare alle alleanze.
Il problema, ora, passa dalle parole ai fatti. Lo stesso Parlamento europeo ha evidenziato che il mandato della Commissione ha prodotto un numero molto elevato di iniziative, ma che una parte significativa degli impegni resta ancora da realizzare. Il vero banco di prova dello Stato dell’Unione sarà quindi l’attuazione concreta delle misure annunciate.
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