Anno: XXV - Numero 130    
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L’assemblea Abi

Ieri 9 luglio 2024 si è tenuta l’assemblea dell’ABI che ha visto gli interventi del Presidente ABI, del Governatore della Banca d’Italia e del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

L’assemblea Abi

Propongo qui i passaggi delle tre relazioni che mi sono sembrati più interessanti:

«I risparmiatori in Italia sono gravati da una pesante tassazione che spesso li orienta ad investire all’estero. Occorre favorire gli investimenti del risparmio e ridurre la pressione fiscale sui risparmiatori che investono a medio e lungo termine, che oggi subiscono una tassazione di quasi il 60% del reddito lordo prodotto dalle banche: si sommano l’IRES, l’addizionale del 3,5% e quelle locali, la cedolare secca sui dividendi, l’IRAP, l’IMU e l’imposta del bollo. Il risparmio investito a medio e lungo termine in strumenti di liquidità delle banche ha tassi competitivi con quelli dei più redditizi titoli di Stato dell’area Euro ed è indispensabile per le banche per erogare prestiti a medio e lungo termine.

Presupposto di tutte le attività economiche deve essere sempre la piena legalità e l’alto rispetto della dignità delle persone, contro ogni forma di violenza anche economica, innanzitutto verso i più deboli. Il diritto senza etica non è vero diritto, è arbitrio. La legalità è il minimo comun denominatore: l’etica può indurre anche a comportamenti più rigorosi di quelli imposti dalle norme.» (Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI).

«L’economia europea nei mesi scorsi ha registrato una moderata espansione, dopo un lungo ristagno. È un segnale positivo, ma l’evoluzione futura rimane incerta. Tardano a emergere segnali di un deciso miglioramento della domanda interna. Pesano le condizioni monetarie tuttora restrittive, oltre che le inquietudini generate dalle tensioni geopolitiche e dalle vicende politiche a livello internazionale. Il calo dell’inflazione ha consentito di avviare un primo allentamento delle condizioni monetarie. La riduzione dei tassi ufficiali potrà proseguire con gradualità, accompagnando il ritorno dell’inflazione all’obiettivo, se gli andamenti macroeconomici rimarranno in linea con le attese del Consiglio direttivo della BCE. Se eventi inattesi rischiassero invece di allontanarci dal sentiero previsto, in una direzione o nell’altra, dovremo essere pronti ad adeguare prontamente le nostre decisioni. In Italia la crescita procede a ritmi moderati. La contrazione del credito all’economia provocata dalla restrizione monetaria non ha avuto effetti dirompenti, a differenza di quanto avvenuto in passato. Ciò riflette anche la robusta condizione reddituale e patrimoniale delle banche, cui ha contribuito la riforma normativa avviata dopo la crisi finanziaria. La solidità delle banche rappresenta oggi un elemento di forza del nostro sistema produttivo. Esse hanno ora il compito di accompagnare la ripresa della domanda, affiancando famiglie e imprese ed evitando che il credito possa costituire un freno ai consumi e agli investimenti. Potranno, per questa via, contribuire al rilancio dell’economia italiana.» (Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia).

«La nostra missione è portare il bilancio in pareggio al netto del servizio del debito pregresso. Lo sento non come un obiettivo politico ma come un dovere morale verso le future generazioni. Se saremo capaci di conseguire questo risultato, gli ottimi fondamentali della nostra economia – riconosciuti anche di recente dalla Commissione europea ma soprattutto dalla fiducia che i risparmiatori esteri e italiani hanno riconosciuto al nostro debito, con il grande successo ottenuto dai BTP Valore – dovrebbero consentirci di uscire gradualmente dalla condizione di Paese ad alto debito, perennemente sotto esame e penalizzato da tassi di interesse più elevati rispetto ai nostri partner europei. È un obiettivo raggiungibile, che dobbiamo perseguire con determinazione e che, a dispetto di quanto si legge di frequente, non richiede una manovra “lacrime e sangue” ma semplicemente una seria politica di controllo della dinamica della spesa pubblica e di miglioramento dell’efficienza del prelievo fiscale, senza un inasprimento delle aliquote d’imposta (che abbiamo semmai già ridotto con la legge di bilancio per il 2024)». (Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze).

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