La questione “morale” è sempre attuale.
È una questione estetica che ha a che fare con l’etica che si è perduta per strada e con il venir meno nell’assolvere ai propri compiti istituzionali, a quella dignità e onore, soltanto declamata. Poi non ci si deve meravigliare se a crescere è solo il partito del non voto.
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È una questione estetica che ha a che fare con l’etica che si è perduta per strada e con il venir meno nell’assolvere ai propri compiti istituzionali, a quella dignità e onore, soltanto declamata. Poi non ci si deve meravigliare se a crescere è solo il
Il 28 luglio 1981 Enrico Berlinguer, rilasciando la famosa intervista, tra il resto diceva “i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi più disparati, più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa è ormai conformata su questo modello e non sono più organizzazioni del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa; sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un boss e dei sotto-boss…….i partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni “.
Se a questo aggiungiamo che solo l’1% dei detenuti è incarcerato per reati del cd(corruzione) “colletti bianchi “, quando in Germania si sale all’11% e in Francia e Spagna al 5%, il tutto aggravato dalla scarsa propensione della politica italiana alle dimissioni di fronte ad accadimenti solo politicamente riprovevoli il quadro è completo e molto attuale: il partito del non voto.
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