La crisi del sistema calcio in Italia
Ma ci voleva l’esclusione dal terzo mondiale consecutivo per rendersene conto?
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Il Ministro dello Sport e il Coni che cosa hanno fatto sin qui per raddrizzare una barca che stava affondando?
È troppo facile oggi chiedere le dimissioni di Gravina pensando al commissariamento.
Intanto Il Sole 24Ore del 2 aprile 2026, alla pag. 10, certifica che il danno economico, conseguente all’ultima eliminazione, può superare i 100 milioni fra diritti sportivi e pubblicità.
Si parla di rinnovamento ma, per rinnovare il calcio, occorre demolire tutto e provvedere alla sua ricostruzione con persone che conoscano a fondo il mondo del calcio e che siano oneste, intellettualmente e professionalmente.
Ricordo che nel 2011 il giocatore Baggio, da presidente del settore tecnico FIGC, presentò uno studio di 900 pagine per cambiare il sistema e coltivare talenti.
Il dossier è finito nel cestino con le dimissioni di Baggio.
Al centro di quel progetto vi erano i giovani con un percorso formativo unico, condiviso a livello nazionale, capace di mettere tecnica, creatività e qualità individuale nel mondo del calcio.
L’idea era chiara: formare calciatore migliori, ma soprattutto persone migliori.
Ritrovare i valori al di là della mercificazione dei talenti.
La conseguenza negativa di non aver dato attuazione a quel progetto è che oggi le squadre italiane sono formate per 10/11esimi da giocatori stranieri e che il Como, molto spesso, ne schiera addirittura 11.
Forse è il caso di richiamare Baggio dandogli pieni poteri per la ricostruzione del calcio italiano.
Ci vorrebbe coraggio che forse non c’è, perché gli interessi di bottega sono prevalenti.
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