l diritto internazionale fino ad un certo punto
L'uscita, che sembrava estemporanea del nostro Ministro degli Esteri, ha trovato invece puntuale applicazione nell'operato della Amministrazione Trump in Venezuela.
In evidenza
L’art. 2 dello statuto dell’Onu, infatti, così statuisce:
” L’Organizzazione ed i suoi Membri, nel perseguire i fini enunciati nell’articolo 1, devono agire in conformità ai seguenti princìpi:
- L’Organizzazione è fondata sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi Membri.
- I Membri, al fine di assicurare a ciascuno di essi i diritti e i benefici risultanti dalla loro qualità di Membro, devono adempiere in buona fede gli obblighi da loro assunti in conformità al presente Statuto.
- I Membri devono risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia, non siano messe in pericolo.
- I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite.
- I Membri devono dare alle Nazioni Unite ogni assistenza in qualsiasi azione che queste intraprendono in conformità alle disposizioni del presente Statuto, e devono astenersi dal dare assistenza a qualsiasi Stato contro cui le Nazioni Unite intraprendono un’azione preventiva o coercitiva.”
Quanto accaduto, in punta di diritto, dimostra la violazione del diritto internazionale.
Ed ecco che il confine tra la politica e la giustizia rischia di diventare labile, di fronte a situazioni in cui la giustizia è sacrificata per lasciare spazio a una sorta di diplomazia strategica, con l’effetto dello sviamento dallo Stato di diritto e la violazione della legislazione interna e internazionale.
Sullo stesso tema, Alice Bazzichelli il 23 dicembre 2025 ha scritto ” l’uso selettivo dei valori democratici ha rovesciato l’antica idea di diritto come piano di uguaglianza per tutti, trasformandolo in uno strumento che decide in anticipo chi merita tutela. Un paradosso che si consuma proprio nell’epoca di massima potenza tecnologica, dove l’arbitrio politico diventa ancora più evidente e rischioso. Detto questo, i traguardi del diritto internazionale sono certamente fondamentali. È importante notare che la sua esistenza, nonostante i frequenti abusi nella pratica, sia meglio della sua totale assenza. Tuttavia, se, come argomenta Gramsci, l’esercizio dell’egemonia comporta sempre la presentazione di un interesse particolare come valore universale, nel campo internazionale l’ipocrisia si manifesta facilmente come l’esercizio arbitrario del potere del forte sul debole. L’implacabile prosecuzione o provocazione di guerre nel nome filantropico della pace diventa così un problema strutturale dell’ordine globale. L’accettazione di essere forza ideologica hobbesiana al servizio dell’egemone e dei suoi alleati si trasforma così in uno strumento di potere relativo, portato a standard di civiltà, che incarna il dominio mondiale euro-americano come egemone “.
Poi ogni uno può pensarla come vuole.
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