Anno: XXI - Numero 244    
Venerdì 4 Dicembre 2020 ore 16:00
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Int. bene 'sprint' ai ristori per categorie penalizzate

Alemanno. ma pensare anche alle altre attività produttive

Int. bene 'sprint' ai ristori per categorie penalizzate

La situazione economica “è difficile, la leggera ripresa dei consumi dell’estate è stata quasi cancellata dalla recrudescenza della pandemia e dagli inevitabili decreti della presidenza del Consiglio dei ministri di queste settimane, le attività economiche soffrono e non hanno nessuna certezza per il futuro. In questo scenario ben vengano i supporti immediati alle imprese ed ai lavoratori autonomi”, pertanto l’Istituto Nazionale Tributaristi (Int) “accoglie con favore l’accelerazione e la semplificazione che il ministero dell’Economia sembrano voler dare all’erogazione dei ristori per le imprese e per i lavoratori autonomi maggiormente penalizzati dai provvedimenti anti-Covid”, ma “occorre pensare a tutte le attività produttive che anche indirettamente andranno inevitabilmente in sofferenza”. E’ quel che si legge in una nota dell’associazione professionale. A giudizio del presidente dell’Int Riccardo Alemanno, “oltre ai ristori diretti, è necessario liberare la liquidità per le attività produttive, ad esempio semplificando l’istituto delle compensazioni dei propri crediti, sollevandole dalle pastoie burocratiche in cui sono precipitate. Da anni – prosegue – andiamo ribadendo che un legittimo credito nei confronti dello Stato deve poter essere compensato con i debiti erariali senza orpelli burocratici e costi aggiuntivi”. La proposta dell’Int, va avanti, “anche al fine di prevenire il problema delle truffe, è quella di sostituire l’obbligo di dover prima presentare le dichiarazioni annuali e del visto di conformità, con una comunicazione telematica preventiva”, così “i crediti sarebbero utilizzati prima e senza costi da parte delle imprese, ma questo le Istituzioni governative e parlamentari dovrebbero salutarlo come un atto di civiltà, o meglio di normalità, a salvaguardia dello stato di diritto”, si chiude la nota dei tributaristi.

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