Il taglio ai compensi agli organi amministrativi di vertice
Lo prevede la legge di bilancio 2025.
In evidenza
La Legge di Bilancio 2025 dedica al tema l’art. 111 prevedendo che i compensi corrisposti agli organi amministrativi di vertice degli enti e degli organismi di cui all’art. 1, comma 2, della legge 31.12.2009, n. 196 non possono superare il limite dell’importo annuo corrispondente al 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo spettante al primo Presidente della Corte di cassazione (€ 241.080,00 a decorrere dal 01.01.2022).
Ma il comma 4 stabilisce che tale disposizione non si applica, tra gli altri, alle Casse di previdenza dei professionisti, all’ISTAT, all’INPS, all’INAIL e alle Agenzie fiscali.
La cosa, per quanto riguarda le Casse di previdenza, è davvero singolare perché ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica, per amministrazioni pubbliche si intendono gli Enti e i soggetti indicati ai fini statistici nell’elenco oggetto del comunicato dell’Istituito Nazionale di Statistica, effettuato sulla base delle definizioni di cui agli specifici regolamenti dell’Unione Europea in base all’art. 1, comma 2, del d.lgs. 30.03.2001, n. 165 e successive modificazioni.
Com’è noto le Casse di previdenza dei professionisti rientrano nell’elenco ISTAT e quindi nel novero delle Pubbliche Amministrazioni.
Il Consiglio di Stato più volte si è espresso sul carattere pubblicistico delle Casse di Previdenza dei Professionisti e quindi sulla legittimità del loro inserimento nell’elenco Istat delle Pubbliche Amministrazioni, inserite nel conto economico consolidato dello Stato (SEC 2010).
Se agli effetti del taglio ai compensi corrisposti agli organi amministrativi di vertice, le Casse di previdenza dei professionisti vengono escluse, perché non escluderle anche da tutti gli altri effetti per i quali da tempo l’Adepp si lamenta?
È un favore per sostenere gli investimenti nei programmi di Governo o che altro?
A tutto concedere il contenimento dei compensi sarebbe doveroso in questi tempi di gravi difficoltà economiche per tutti o quasi tutti.
Altre Notizie della sezione
Il decreto sicurezza
24 Aprile 2026Il decreto sicurezza presenta incostituzionalità evidenti; il Presidente potrebbe rinviarlo, ma procedure correttive e rischi di mancata conversione restano critici.
L’allegoria del cattivo governo
23 Aprile 2026Nel ciclo pittorico del Ambrogio Lorenzetti sul Buono e Cattivo Governo (1338-1339), si rappresenta in forma allegorica come la qualità del potere politico incida direttamente sulla vita dei cittadini: il buon governo genera ordine e prosperità, mentre il cattivo porta rovina, paura e degrado.
Cosa rimane del Referendum?
21 Aprile 2026Ho letto con molto interesse l’articolo "Il lascito della campagna referendaria. Un dialogo da alimentare e rapporti da coltivare", a firma della Direttrice scientifica di Giustizia Insieme, pubblicato lo scorso 1° aprile.
