Il rapporto Censis 2025 e le pensioni degli avvocati italiani
In questo approfondimento cercherò di dare i numeri più significativi.
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Il numero di iscritti a Cassa Forense al 31.12.2024 è pari a 233.260 avvocati con una flessione costante a partire dal 2021 perché dal 2020 al 2024 il numero di avvocati si è ridotto di 11.770 unità.
Per contro è aumentato, considerevolmente, il numero dei pensionati.
Nel 2024, Cassa forense ha erogato complessivamente 34.719 pensioni di cui 16.459 di vecchiaia, ovvero il 47,4% del totale, con un importo medio, per la pensione di vecchiaia, di € 43.986 a fronte di un reddito medio annuo di € 47.678.
Nella fase tra il 2021 e il 2024 si è registrata un’accelerazione significativa nel trend di crescita, con un’impennata che porta l’importo medio delle prestazioni al valore di € 35.138 per le donne e € 45.649 per gli uomini con l’importo medio delle prestazioni complessive al valore di € 43.986.
La figura 12 descrive bene l’andamento delle pensioni di vecchiaia per genere relative al periodo 2005 – 2024.
La diminuzione degli iscritti e l’aumento dei pensionati sono due realtà macroeconomiche che debbono essere attentamente valutate ai fini della sostenibilità di lungo periodo della Fondazione.
Dato che dal 01.01.2025 Cassa Forense ha optato per il sistema di calcolo contributivo della pensione in pro rata, vale la pena di ricordare che già oggi Cassa forense ha liquidato, nel 2024, 2.205 pensioni contributive per un importo annuo di € 4.598 per le donne e € 5.444 per gli uomini e, quindi, un importo medio di € 5.291.
Su 16.459 pensioni di vecchiaia il 55%, pari a 9.060 pensioni, supera € 40.000,00 e oltre.
A questo punto, per corrispondere alla esigenza della equità intergenerazionale, o si trova il sistema di aumentare il volume di affari e quindi il reddito della avvocatura, o si studiano soluzioni equilibrate per la riduzione del numero degli iscritti.
I numeri di cui sopra certificano che l’avvocatura non può più essere usata dalla politica come “parcheggio di cervelli” in attesa di future sistemazioni.
Per esempio, si potrebbe organizzare sin da subito un concorso ad hoc per la P.A. cosi da rinnovare i quadri immettendo giovani laureati.
La riduzione degli iscritti aiuterà a ristabilire un equilibrio tra la domanda e l’offerta di servizi legali, favorendo maggiormente la qualità rispetto alla quantità.
E farà finalmente riacquistare agli avvocati quel potere d’acquisto che, negli anni, ha perduto a causa di una vera e propria guerra tra poveri, che a volte ha dato luogo a episodi di concorrenza sleale (pensiamo a tutte quelle agenzie che offrono servizi).

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