Casse di Previdenza tra Alpha e Articolo 38: il rischio non può gravare sull’iscritto
Tra mercati instabili e ricerca di extra-rendimento, la fund selection diventa centrale.
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Ma l’approccio dinamico e orientato all’alpha è davvero compatibile con la missione pubblica delle Casse di Previdenza? Senza garanzie, il rischio d’investimento finisce per ricadere sull’iscritto obbligato per legge.
L’attività di fund selection si conferma un elemento cruciale per assicurare non solo la protezione ma anche la valorizzazione dei portafogli degli investitori nel lungo periodo, ancora di più alla luce delle diverse preferenze e necessità delle nuove generazioni e del mutato contesto economico-sociale. Il tradizionale mix di azioni e bond non sembra più essere sufficiente a generare extra-rendimento e gli ultimi anni hanno aumentato i dubbi sulla loro storica correlazione negativa, favorendo una maggiore inclinazione verso strategie e asset class alternative per aumentare l’esposizione a megatrend di crescita e la diversificazione. Quali sono quindi le caratteristiche principali nel processo di selezione dei fondi e quali le sfide per i fund selector per generare l’alpha? Quali strategie e quali trend cavalcare per assicurare la crescita di lungo periodo? ma , sopratutto, questa dottrina è compatibile con la provvista delle Casse di Previdenza costituita da contribuzione obbligatoria che ha come unica mission quella di garantire pensioni ex art. 38 della nostra Carta costituzionale ?
A mio giudizio no perché, senza garanzie, scarica tutto il rischio sull’iscritto, obbligato per legge ad esserlo.
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